"Così come lo scorso aprile, in occasione della Giornata della Terra, avevo parlato delle nuove piantumazioni in Via Botticelli, non mi sottraggo a parlarne oggi. A tale proposito ringrazio anche a nome dell'amministrazione i cittadini che hanno segnalato la situazione delle querce rosse messe a dimora alcuni mesi fa, provvedimento nato grazie ad una petizione dei residenti". A dirlo è il consigliere

"Ringrazio i cittadini per almeno due motivi: il primo è che le segnalazioni sono sempre preziose per gli amministratori, perché quando costruttive aiutano ad affrontare le problematiche; il secondo motivo è che ci dicono quanto Latina sia importante per chi la vive, che Latina è un bene di tutti, nelle grandi questioni come nelle piccole cose, e le segnalazioni fanno capire che i cittadini l'hanno a cuore; naturalmente le alberature non fanno eccezione. Ecco perché mi sento di dover dare una risposta ai residenti di Via Botticelli che hanno giustamente segnalato al Comune di Latina che alcune delle nuove piante si sono seccate. Come amministrazione eravamo già a conoscenza di questo problema (io stessa l'ho segnalato); la ditta responsabile di quelle piantumazioni, da contratto, ha l'onere della manutenzione per due anni, innaffiamenti e garanzia di attecchimento compresi. A tal fine è bene che tutti i cittadini sappiano che il sopralluogo effettuato dagli uffici si è tradotto in una nota di richiamo alla ditta in questione che, avendo appunto l'obbligo di assicurare l'attecchimento delle piante, dovrà intervenire immediatamente e - in presenza di piante morte – provvedere ad una nuova piantumazione nel primo periodo idoneo. Il problema di Via Botticelli (come del resto in parte quello di via Carturan) è attenzionato e si assicurano interventi quanto prima".

Erano state persino sacrificate due bellissime piante di "falso pepe" per uniformare l'arredo urbano di via Botticelli con la piantumazione dei nuovi arbusti, ma a distanza di tre mesi l'iniziativa del Comune di Latina ha svelato tutta la sua inconsistenza: sono già tutte morte le quaranta querce rosse collocate nelle aiuole. Insomma, l'iniziativa non era altro che una manovra di facciata per accontentare i capricci di qualcuno visto che non c'era stato verso di salvare dall'abbattimento quelle due piante in salute che ormai erano il simbolo della zona, nonostante la ferma opposizione di alcuni residenti. Alla faccia del rispetto dell'ambiente che l'amministrazione Coletta sventola ormai da cinque anni.

La rabbia iniziale ha ormai lasciato il posto alla delusione tra quei cittadini che vivono nella zona di via Botticelli e nel mese di aprili avevano cercato di evitare l'abbattimento dei due rigogliosi alberi di "falso pepe". Ma non c'era stato verso di fermare quello scempio perché, facevano sapere dal Comune, c'era in ballo un progetto più ampio di riqualificazione degli arredi urbani. Peccato che alle spalle, al di là delle manovre dettate dall'approssimarsi della campagna elettorale, non ci fosse una reale pianificazione della gestione del verde o più in generale della manutenzione della città. Insomma, oltre alla tanto sbandierata onestà, nell'amministrazione comunale continua a regnare l'approssimazione di sempre.

Fatto sta che le nuove piante di "quercia rossa" hanno resistito giusto qualche mese, sopravvissute grazie alle piogge primaverili: col caldo, si sono seccate tutte perché avevano bisogno di acqua e nessuno ha pensato di irrigarle. La vicenda ha rasentato il grottesco quando nei giorni scorsi, sotto gli occhi increduli dei residenti, il Comune si è ricordato di portare l'acqua per irrigare le nuove piante già secche da settimane: ormai a questo punto sono risicate le speranze di salvare i quaranta arbusti dalla morte. E in ogni caso la loro "resuscitazione" non salverebbe i nostri amministratori dalla figuraccia che hanno fatto.

E non ci vengano a dire che le piante di "falso pepe" potevano essere sacrificate essendo una specie alloctona, visto che sono state rase al suolo per arredare via Botticelli con querce rosse, specie aliena alla stessa maniera. Ora possiamo dirlo con maggiore convinzione: quelle due piante non dovevano essere abbattute.

di: La Redazione