«Restituiamo il Museo alla città, inaugurare la struttura in questo periodo assume un valore simbolico. Latina può diventare un nuovo polo turistico», queste le parole del Sindaco Damiano Coletta espresse ieri durante la cerimonia di apertura del "Cambellotti" rinnovato, a cui ha fatto eco Silvio Di Francia, Assessore alla Cultura che prima del taglio del nastro ha sottolineato l'importanza del lavoro di squadra: «Devo ringraziare tutto lo staff dell'assessorato, in questa fase sono stati tutti presenti e mi hanno fornito un sostegno costante».
«Dopo due anni di durissimo lavoro apriamo questo Museo, la cultura unisce il mondo, per noi oggi è importante essere uniti almeno idealmente con Roma. Dobbiamo ringraziare Albino Ruberti che ci ha davvero supportato» sintetizza la Direttrice Amministrativa dei Musei e Pinacoteca, Elena Lusena.

A "benedire" ufficialmente l'apertura, arriva anche la gradita lettera del Ministro della Cultura Dario Franceschini, e tutte le autorità cittadine, tra loro anche il Prefetto Maurizio Falco.

«Oggi è il primo passo per il nostro museo, l'Agro Redento va messo a disposizione del pubblico. La Regione non ci deve dimenticare...» dice scherzando l'assessore Di Francia ad Albino Ruberti, capo di Gabinetto della Regione Lazio che replica: «Vediamo i risultati di un lavoro intenso, questo dimostra che c'è un grande fermento. Ho fatto un giro nel museo e mi sembra che qui ci sia tanta competenza e tanta innovazione. Vuol dire che la cultura riesce davvero a muovere l'economia. Quando c'è collaborazione, una capacità di proposta e progettazione, e con questa amministrazione c'è stata, la Regione sostiene i progetti e aiuta a portarli a compimento». E che sia stato un lavoro intenso lo dicono anche i numeri: 85 persone coinvolte tra professionisti, personale del comune e aziende nel progetto di finanziamento della Regione Lazio per la "Valorizzazione dei luoghi della cultura 2019", con tante risorse erogate dall'Ente regionale per un importo paria a 232.864 euro. Un investimento che ha permesso di mettere in atto: la digitalizzazione, il rinnovamento del museo, creazione di laboratori didattici (in fase di approvazione è anche l'accreditamento del museo come centro di formazione permanente), il bookshop, il punto ristoro, il nuovo progetto di comunicazione e identità visiva del Cambellotti e del progetto delle Città di Fondazione. Tutto questo si traduce in un museo totalmente rinnovato che oggi offre ai visitatori una "Sala Immersiva" e una dedicata alle Città di Fondazione. Un nuovo inizio per la struttura museale e un giusto riconoscimento al valore storico culturale architettonico delle Città di Fondazione troppe volte penalizzate per il loro "peccato originale" essere nate durante il fascismo.