Il detto direbbe: meglio tardi che mai. Ma così tardi ha il sapore della bandierina della resa messa su un campo sconfinato, quello dell'urbanistica, trattato come una mina per cinque anni da Damiano Coletta, intoccabile e quasi mai affrontato e compiuto con scelte dirette, e che ora, all'improvviso diventa maneggevole e liquidabile in una seduta di commissione Governo del territorio zeppa di argomenti. Ai saldi di ferragosto tutto è possibile, anche portare le delibere sull'R3 e sull'R6 in una stessa commissione urbanistica agli sgoccioli della consiliatura. Perché domani in commissione urbanistica la maggioranza ha deciso di portare in modalità telematica delibere che valgano una intera consiliatura e per le quali sarebbe necessario uno studio approfondito e non una seduta estiva e frettolosa: allo studio della commissione la definizione dei criteri ed indirizzi ai fini dell'aggiornamento e revisione dei piani particolareggiati R3 e R6. I famosi piani, per capirci, viziati da irregolarità urbanistiche e al centro di inchieste e del blocco sulle licenze operato con l'annullamento del commissario Barbato. E come se non bastasse nella stessa seduta sarà esaminato il progetto definitivo dei lavori di completamento di viale le Corbusier denominato Collo d'oca rientranti nel progettone e anche la «proposta di intervento per la nuova destinazione dell'ex istituto scolastico "A. Sani" per l'allocazione della caserma provinciale dei vigili del fuoco». A criticare questo modus operandi è il capogruppo della Lega Massimiliano Carnevale: «A tutto c'è un limite, anche alla decenza - esordisce - e questo limite è stato abbondantemente superato con quella che possiamo definire urbanistica last minute della maggioranza di Lbc. Dopo un'intera legislatura in cui abbiamo impiegato la maggior parte delle commissione urbanistiche con argomenti come il regolamento scavi e ripristini per decine di sedute passando per toponomastica, intitolazioni e altro è stato di fatto tralasciato qualsiasi tema che potesse offrire un rilancio all'economia della città e dare risposte serie e concrete a professionisti e imprenditori del settore. Adesso a legislatura scaduta si convoca una commissione in pieno agosto e per via telematica con un ordine del giorno che parla di tutto in materia urbanistica degno di un consiglio comunale 48 ore no-stop. Ci vuole coraggio per fare un'operazione del genere e cercano di far digerire questa materia a tutti i commissari che non hanno una conoscenza tecnica così approfondita dell'urbanistica in un batter d'occhio. E' un atteggiamento che non si può tollerare e che se fosse stato fatto da altre amministrazioni di centrodestra avrebbero suscitato urla da parte di Lbc allo scandalo, alla vergogna e non alla trasparenza degli atti. Ritengo che sia un dovere morale oltre che politico far sì che tutte le forze politiche partecipino a questo processo. Ben vengano soluzioni atte a ripianificare il territorio così come abbiamo sempre invocato e atte a dare risposte ai tanti operatori rimasti imbrigliati dall'annullamento dei piani particolareggiati ma tutto deve avere dei tempi scanditi che non possono essere quelli di un ordine del giorno con tutti questi punti così importanti in un'unica seduta d' agosto e in remoto. Vogliamo utilizzare le ultime ore di questa consiliatura per essere finalmente produttivi? Bene, noi ci siamo ma non è questo il metodo». «La presidente - chiede Carnevale - convochi una commissione al giorno per ogni punto e non in remoto, ma in presenza in modo tale che tutto ciò che deve essere fatto e analizzato, seppur velocemente, sia fatto con cognizione di causa da parte di tutti i commissari. Qui si sta ipotecando il futuro di questa città e non può essere fatto con un colpo di spugna simile. Chiediamo che queste delibere tanto attese e questi temi siano affrontati in maniera coscienziosa perché ogni passaggio è delicato di questi argomenti ignorati per cinque anni e oggi riproposti in pieno agosto. L'urbanistica non è un tabù come hanno voluto farci credere in questi anni perché la pianificazione del territorio è elemento cardine per poter pensare lo sviluppo, in senso sociale ed economico, della città. Non può essere materia raffozzanata e richiede responsabilità, larghissima partecipazione con ordini professionali con componenti sociali oltre che politiche e non sedute estive non "alla luce del sole"».