L'amministrazione riprende il percorso per completare l'iter della variante di recupero, dopo l'errore materiale che ha bloccato per anni l'approvazione dei piani particolareggiati. La discussione in aula, in occasione della commissione urbanistica di ieri dei primi due sistemi, relativi ai nuclei periferici di Campoleone e Campo di Carne, è diventata però l'occasione per muovere pesanti critiche al modo in cui i piani attuativi sono stati concepiti, ma soprattutto l'eccessiva fretta dimostrata dall'attuale assessore della lista Piazza Civica di chiudere il cerchio, anche a costo di trascinarsi dietro errori di metodo contestati tanto dai consiglieri di opposizione quanto da quelli di maggioranza. Le principali criticità contestate riguardano la pessima ubicazione delle aree a servizi e restrizioni nelle norme tecniche di attuazione sull'ubicazione delle aree commerciali e artigianali, ad oggi previste solo su strade pubbliche. Se è stata accolta la richiesta del consigliere Roberto Boi, di includere la possibilità di realizzare botteghe artigianali e laboratori anche lungo strade private a uso pubblico, la contestazione da parte dell'esponente di opposizione Roberto Boi e i consiglieri di maggioranza Mauro Fioratti Spallacci e Fabio Di Leonardo sull'ubicazione delle aree a servizi ha innescato un duro botta e risposta con il delegato all'Urbanistica, intimorito che le correzioni potessero rallentare il lavoro e quindi non disposto a cedere né sulla modifica metodologica rispetto agli altri sistemi da portare in aula, né sulla possibilità di migliorare la posizione dei servizi stessi rivolgendosi ai privati. «Parecchi sistemi - ha sottolineato il capogruppo di Aprilia Domani, Mauro Fioratti Spallacci - riguardano periferie che si sono sviluppate spontaneamente lungo delle direttrici principali: penso a via Fossignano, a via dei Rutuli per Casalazzara o via Genio Civile nel caso di Campo di Carne. Mi chiedo allora come sia possibile, prendendo a titolo di esempio Campo di Carne che è il sistema portato oggi in aula abbia previsto un parcheggio in via Caruso, una strada secondaria dove realizzare quel servizio non ha nessuna utilità, perché rischiamo di realizzare un intervento pubblico dove poi non serve. Una situazione analoga a quella riscontrata anche su altri sistemi che vuol essere un invito a fermarci prima di portare avanti il lavoro, a controllare meglio anche con un maggior confronto e prendendoci il tempo che serve». Una critica dunque nei confronti di chi ha previsto opere pubbliche in aree poco frequentate e che non rappresentano il cuore della borgata, ma anche un invito ad analizzare meglio i successi sistemi, risultata sgradita all'assessore Ruberti ma condivisa dai colleghi Boi e Di Leonardo. «La cosa migliore - ha aggiunto il consigliere della Lega Roberto Boi - è prevedere servizi quali aree a parcheggio sul fronte strada della via principale di un quartiere e non dove nessuno li vede, come avvenuto in molti casi. Il ruolo della politica, deve essere quello di calibrare le esigenze pubbliche e quelle private, anche chiamando al tavolo i privati per capire se c'è da parte loro la volontà di cedere le aree visto che dalla variante le aree Cp avranno il vantaggio di poter costruire cedendo parte del terreno al Comune». «Condivido le considerazioni di Boi e Fioratti Spallacci - ha evidenziato il consigliere di Forum per Aprilia Fabio Di Leonardo - anche perché da tecnico ho sempre guardato con occhio critico le norme tecniche di attuazione, complete ma poco aderenti alla realtà del territorio. Ritengo sarebbe opportuno prenderci del tempo fino a settembre per risolvere dal punto di vista tecnico e progettuale le criticità che ci sono. Va bene accelerare l'iter della variante, ma non se questo può compromettere la risoluzione di problemi che ci sono». Considerazioni male accolte dall'assessore Ruberti, preoccupato di veder bocciato il lavoro portato a fatica in commissione in vista del passaggio in Consiglio e che sembrava voler respingere sia la possibilità di una correzione in corso d'opera delle norme tecniche di attuazione sia l'opportunità di rivolgersi ai privati per ottenere servizi migliori per la parte pubblica. Alla fine, dopo un duro dibattito, è stato l'assessore a proporre un compromesso: chiudere i due sistemi approvandoli in Consiglio e riprendere a settembre con gli altri otto ancora da valutare. «Dopo aver chiuso questi due sistemi - ha proposto Ruberti - a settembre convocheremo i progettisti e proveremo a modificare il metodo sulla zonizzazione negli altri sistemi».