«Possiamo sperimentare personalmente quanto la qualità delle acque determini la natura del turismo. Il lungomare di Latina ha molto da offrire: concentra in sé tutto il potenziale di luoghi sani, accoglienti, pienamente fruibili, ma che richiedono di essere tutelati in modo adeguato. Risanare un territorio lasciato senza cura è un impegno oramai improrogabile». La candidata sindaco Nicoletta Zuliani riapre la discussione sulla necessità del rispetto dell'ambiente a tutela delle future generazioni e del turismo: fattori, questi, che non possono prescindere dallo stato delle acque correnti, e che inevitabilmente si ricollegano all'antico problema dei nuclei abusivi e dell'allaccio alla rete fognaria che continua a interessare i borghi e le zone periferiche, prevalentemente agricole, del territorio di Latina. L'occupazione continuativa di tali immobili, la cui condizione di abusività non ha trovato normalizzazione nel corso degli anni e che, non essendo serviti dalla rete fognaria, sono dotati di fosse biologiche a dispersione, costituisce un presupposto sufficiente per il realizzarsi di condotte fortemente nocive in termini di impatto sulla qualità delle nostre risorse idriche: una ricchezza sempre più compromessa dal costante sversamento delle acque reflue domestiche nel suolo circostante le abitazioni e nei canali.

«Soprattutto in una città che si è generata a partire dal prosciugamento dei terreni paludosi, da una simbolica ‘sottrazione di acqua', recuperare un rapporto di convivenza equilibrato con gli spazi che abitiamo significa anche riconciliarci con le nostre origini; ma non è possibile farlo senza la consapevolezza che la qualità delle acque è frutto di un grande lavoro amministrativo. L'utilizzo pluridecennale e incontrollato delle fosse Imhoff – strumenti che richiedono una revisione e una pulizia periodiche affinché possano essere mantenuti in funzione – ha prodotto un inquinamento, dei canali e quindi del mare, che oggi raggiunge livelli non più trascurabili».

Al fine di individuare e favorire la regolarizzazione degli abusi ancora esistenti, già in precedenza la consigliera Zuliani aveva segnalato, mediante una apposita mozione, l'esigenza di creare una banca dati accessibile contemporaneamente dagli uffici Urbanistica e Ambiente del Comune di Latina, in modo tale da far convergere le informazioni relative allo stato di regolarità delle strutture presenti nel territorio su un'unica piattaforma, in grado di chiarire quali edifici siano da considerarsi a norma e quali non lo siano e da quanto tempo non vengano effettuati gli ordinari accertamenti di conformità. La proposta era stata approvata all'unanimità; tuttavia, sottolinea Zuliani, «a poco serve rilevare eventuali abusi se non si mettono i residenti nelle condizioni di estinguere le infrazioni commesse. A causa della mancanza di personale ci sono oltre 7000 pratiche bloccate nell'Ufficio Condoni da ben cinque anni: come si può pensare di provvedere al risanamento delle acque se non passando attraverso il canale della legalità? Bisogna partire da qui, per proseguire attraverso gli incentivi attivati dal Superbonus 110% e i fondi del PNRR in arrivo. La legalità è la chiave, la scelta che conviene a tutti».