È evidente che l'euforia della campagna elettorale stia spingendo gli esponenti della maggioranza di governo della città ben oltre le loro capacità amministrative, ma il teatrino andato in scena lungo le sponde del canale delle Acque Medie giusto pochi giorni fa, rasenta il grottesco. Dopo tutto l'esperienza alla guida del Comune capoluogo ha trasformato radicalmente le attitudini dei politici di estrazione civica, rendendoli molto più simili a "quelli di prima" che tanto combattono: si avvicinano le elezioni e proprio come usavano fare i loro oppositori, non sembrano lesinare le promesse prima di portare a compimento i nodi irrisolti. È proprio quanto sta succedendo col nascente parco tra i quartieri Pantanaccio e Villaggio Trieste, di fatto bloccato mentre si pensa già alla sua estensione.

Viene da sorridere a pensare che all'inizio del loro mandato i colettiani fossero apertamente contrari allo sgombero dei senzatetto dalle baraccopoli di cui era disseminata la periferia della città, tanto che la Polizia Locale arrivò al punto di sciogliere il Nucleo di Polizia Urbana nato, tra le altre cose, anche per contrastare situazioni di degrado urbano e pericolo. Fatto sta che oggi, sull'onda emotiva dello sgombero dell'ultima baraccopoli sorta sulle sponde del canale delle Acque Medie alle porte del centro città, culminato con l'intervento di pulizia promosso dai residenti, i nostri amministratori non hanno potuto fare altro che assecondare le richieste dei cittadini e prendersi giustamente i meriti dell'intervento di bonifica ambientale tanto invocato dalla cittadinanza.

A stonare è un'altra questione, ossia che sia stata annunciata una mozione per l'istituzione del parco urbano delle Acque Medie, nient'altro che un camminamento lungo la sponda del canale, dimenticando che ancora non esiste il parco al quale dovrebbe essere collegato. Ovvero le opere di urbanizzazione previste su entrambe le sponde all'altezza del ponte pedonale realizzato contestualmente con gli alloggi popolari del vecchio piano di riqualificazione urbana "Porta Nord". Perché se dal lato del quartiere Pantanacco qualcosa è stato fatto, sul versante dell'ex Villaggio Trieste manca tutto, non c'è neppure il percorso che dal ponte di legno porta a via Ezio: chi attraversa quell'area, lo fa lungo un camminamento sulla terra battuta.

Le sorti dei due parchi sono intrecciate in una serie di progetti che si accavallano tra loro e il Comune non riesce ancora a dipanare. Sul lato di via Ezio sono previsti, oltre al parco con ciclovia collegata al ponte pedonale, anche un centro socio-culturale e parcheggi, opere che nel 2006 erano state finanziate nell'ambito del "Contratto di Quartiere" con cui il Governo assegnava dieci milioni di euro al Comune. Tutto bloccato per anni per la presenza di una particella catastale rimasta privata e finita al centro di un contenzioso davanti al giudice amministrativo perché l'ente municipale si rifiutava di accordarsi con la proprietà per l'acquisizione dell'area mancante attraverso un premio di volumetria da localizzare altrove, ossia una perequazione. Una situazione che non era stata sbloccata neppure in epoca recente, tanto che il Comune aveva ricevuto un richiamo dal Tar.

Il parco di via Ezio era considerato un tutt'uno con quello del versante di via Pantanaccio previsto col piano "Porta Nord" e l'insieme dei progetti è stato poi ricompreso nell'ambito del progetto "Latina anche città di mare - volano di riqualificazione urbana" col quale la giunta Coletta aveva ottenuto un finanziamento statale di 18 milioni di euro a pochi mesi dall'insediamento nel 2016. Per i due parchi parliamo di costi di poco inferiori ai due milioni, spesa ancora prevista nell'ambito dei tre progetti finanziati dallo Stato e ancora oggi intrecciati tra loro.

Nell'ultimo anno sindaco e assessori sono tornati a dettare le priorità del vecchio "Contratto di Quartiere" previsto per l'ex Villaggio Trieste e hanno rimodulato il progetto della "Porta Nord" ormai fusi col maxi progetto "Latina anche città di mare" ma sull'apertura dei cantieri ancora non si sa nulla. Una vicenda che qualche imbarazzo deve provocarlo tra gli amministratori se non ne parlano da anni e hanno fatto finta di niente anche quando, di recente, hanno promesso l'estensione delle aree verdi attrezzate mai realizzate con l'istituzione di un altro parco lungo le sponde del canale. Promesse su promesse.