«Usiamo il Green pass per chiudere la stagione delle misure restrittive alle imprese». E' questo l'incipit, ma anche il punto principale, della lettera che l'associazione dei pubblici esercizi Fipe-Confcommercio - a firma del presidente Lino Enrico Stoppani - ha indirizzato al premier Draghi e ai ministri competenti Garavaglia, Giorgetti e Speranza. Lettera che le associazioni territoriali hanno inviato anche ai rispettivi Governatori di Regione. «Il ritorno alla stagione delle misure restrittive sulle imprese deve essere scongiurato in ogni modo e lo strumento migliore per raggiungere il risultato è il Green pass - si legge -. Perché ciò si realizzi occorre collegare l'utilizzo progressivo del Certificato verde Covid-19 all'evoluzione del quadro epidemiologico prevedendo che il cambio di colore delle regioni si accompagni proprio ad un uso più estensivo del certificato».

Per Fipe-Confcommercio sono tre i risultati che si possono raggiungere in questo modo: si incentiva la campagna di vaccinazione; non si penalizza la stragrande maggioranza degli italiani che hanno scelto responsabilmente di vaccinarsi; non si ferma neppure una sola impresa.
«Ora serve un cambio di passo - sottolinea Stoppani nella lettera - per fare in modo che la massiccia campagna vaccinale non solo prosegua speditamente ma serva proprio a coniugare la tutela della salute con la salvaguardia dell'economia. Ancora oggi, purtroppo, se peggiora il quadro sanitario si interviene con misure restrittive sulle imprese. Adesso, con 36 milioni di persone vaccinate con doppia dose, è possibile cambiare approccio».

Da qui la proposta del presidente di Fipe-Confcommercio, vale a dire estendere progressivamente l'uso del Green pass, collegando i livelli di rischio con cui si classificano le regioni all'utilizzo progressivo della Certificazione verde. «Man mano che peggiora il quadro sanitario si amplia la platea di attività e servizi nei quali si accede con il Green pass - sottolinea Stoppani -. Ci sembra il modo migliore per incoraggiare la campagna di vaccinazione, tutelare la libertà di chi ha scelto responsabilmente di vaccinarsi e superare definitivamente la faticosissima stagione delle chiusure o limitazioni alle attività, in particolare proprio dei pubblici esercizi. Per noi è anche una questione di equità: dopo molti mesi di sacrifici, sarebbe infatti incomprensibile ricadere nelle maglie di nuove chiusure e restrizioni per causa di chi, dopo nove mesi di campagna vaccinale, sceglie ancora oggi liberamente di non vaccinarsi, aumentando con questa scelta individuale il rischio collettivo di assumere nuovi costosissimi provvedimenti, in termini sanitari, economici e sociali».