Fino a qualche settimana fa, arrivando in centro alla guida di un'auto o su due ruote motorizzate, potevi valutare se entrare o meno nella zona a traffico limitato osservando la scritta luminosa all'imbocco dei varchi: Ztl attiva, oppure Ztl non attiva, a seconda degli orari.
Ora il limite della ex Ztl, provvisoriamente trasformata in Area pedonale, è diventato invalicabile a tutte le ore.

Dietro questo cambiamento che l'amministrazione presenta come sperimentale, nel senso di provvisorio e dunque soggetto a mutamenti e ripensamenti, c'è una concitata storia fatta di piccole sconfitte, piccole rivincite, imprevisti inserimenti e prese di posizione discutibili.
Tutto ha inizio dal ricorso vinto da una residente di Corso della Repubblica che aveva ottenuto dal Tar il riconoscimento del diritto di parcheggiare l'automobile sotto la propria abitazione, come si conviene in una zona a traffico limitato.

La notizia di quella vittoria sul fronte della giustizia amministrativa, ma più ancora la vista dell'automobile orgogliosamente piazzata davanti al portone di casa della residente che aveva affrontato con successo il Comune, aveva avuto come effetto quello di indurre anche gli altri residenti nel perimetro della Ztl ad esercitare lo stesso diritto della vicina. Col risultato che durante la notte, ma anche nelle ore diurne, la Ztl risultava più o meno abbondantemente, quanto regolarmente, arredata di auto in sosta.

A storcere per primo il naso è stato qualche commerciante che mal sopportava di vedere un'automobile piazzata davanti alla propria vetrina, e il malumore era presto approdato in Piazza del Popolo, dove tra una riflessione e l'altra si è fatta strada l'idea di dare una risposta al piccolo ma significativo oltraggio della sconfitta davanti a un giudice.

Ecco partorita l'istituzione temporanea dell'area pedonale in sostituzione della Ztl, col conseguente superamento del diritto di parcheggio sotto casa per i residenti.

Ma non c'è rosa senza spine, e l'iniziale soddisfazione dell'amministrazione si è immediatamente trasformata in un'altra piccola ferita: costretti a tornare sui propri passi, anzi ai vecchi stalli, i residenti hanno cominciato a mettere il muso, a scrivere lettere, a lamentarsi e a parlare male dell'amministrazione, arrivando perfino a sostenere che percorrere a piedi di sera o di notte i cento metri che separano il punto dove si è parcheggiata l'auto e il portone di casa è pericoloso per l'incolumità personale. Neanche fossimo nella Chicago di Al Capone, anche se la narrazione corrente ci vuole sempre sul filo sottile della mafia di turno, o più di moda.

Un'altra grana da affrontare, ma anche stavolta in Comune hanno trovato la misura per disimpegnarsi. I residenti della Ztl, che peraltro non sono tanti, hanno avuto ciascuno uno stallo per la sosta delimitato con vernice di colore giallo e sono stati muniti di un cartoncino di riconoscimento da esporre sul cruscotto dell'auto di famiglia. Non è proprio come parcheggiare sotto casa, ma un posto riservato a cinquanta metri dal luogo di residenza, valido per ogni ora del giorno e della notte non è poca cosa. Dio benedica il sindaco e l'assessore, prima che a farsi benedire li mandino i commercianti del centro, tranne un paio forse, che non hanno gradito la sottrazione di 39 posti auto per darli ai residenti. Chi ha il negozio in centro, anzi nella Ztl, scusate nell'Area pedonale, ed ha anche dei dipendenti, arriva di buonora la mattina e pur pagando il ticket cerca di piazzarsi negli stalli più vicini alla propria attività; adesso che di quei posti a ridosso delle vetrine ce ne sono quaranta in meno, i commercianti se ne accorgono. E non gradiscono.

E a dar loro voce ecco i più attenti tra i nuovi candidati in corsa per le imminenti amministrative di ottobre.

«L'attuale isola pedonale che sta sperimentando l'amministrazione cmunale è l'ennesima dimostrazione di improvvisazione e di mancanza di programmazione da aprte della Giunta Coletta - scrivono in una nota Alberto Ordiseri in tandem, anzi in ticket, con la professoressa Pina Cochi, tutti e due promessi candidati per la Lega - Nessun evento, manca la pavimentazione, mancano gli arredi, manca la visione di quella che dovrebbe essere un centro ben organizzato e vivo».

Ma soprattutto, insistono Ordiseri e Cochi, non si può pensare di organizzare un'isola pedonale senza preventivamente coinvolgere le associazioni di categoria che rappresentano gli operatori del centro.

«Questa amministrazione si è posta il problema di cosa fare per riattivare le due edicole che si trovano in centro e che sono chiuse da anni perché diventate irraggiungibili? - insistono i due candidati della Lega - Si tratta di presidi che fungevano da punti di riferimento per i cittadini, oltre che avamposti di informazione e cultura. Sono state lasciate morire, ma è dovere dell'amministrazione trovare il modo di riportarle in vita».
E questo scontento generale, una volta da una parte una volta dall'altra, è il prezzo da pagare in nome della provvisorietà e della sperimentazione.