Le inchieste degli ultimi tempi e il fenomeno del pentitismo, fino a pochi anni fa impensabile nel territorio pontino, specie nei termini in cui sta emergendo, hanno proiettato il capoluogo pontino in una dimensione diversa, di fatto mettendo in luce quelle criticità che per troppo tempo hanno impedito alla comunità latinense di fare pulizia al proprio interno. Gli effetti dirompenti di questo progresso hanno però messo in secondo piano il ruolo giocato da forze di polizia e magistratura, nonostante le gravi carenze di organico e dotazioni che i presidi locali pagano da sempre: un tema che la segreteria comunale del Partito Democratico intende affrontare in maniera incisiva per non fermare il percorso intrapreso dalla giustizia in terra pontina.

A stimolare una serie di osservazioni è Tommaso Malandruccolo, poliziotto di grande esperienza che di recente ha accettato il ruolo di delegato per sicurezza e legalità della segreteria cittadina del Pd. «Nell'immaginario collettivo il fenomeno del pentitismo assume contorni inquietanti, fornendo l'idea di una provincia sempre più ostaggio della criminalità organizzata - fa notare Malandruccolo - Al contrario non deve essere motivo di sconforto, nel senso che dovrebbe essere letto come l'epilogo migliore di un percorso giudiziario e prima ancora criminale, che affonda le sue radici nel tessuto sociale e cultura della città e poteva rivelare scenari anche peggiori».

Certo, gli ultimi scenari investigativi hanno fatto emergere in maniera chiara la presenza di una mafia endogena nel territorio pontino, ma la contiguità tra territori ad alta infiltrazione criminale come l'hinterland napoletano e quello romano, non ha fatto altro che peggiorare la situazione. «È proprio questo scenario che le dichiarazioni dei collaboratori stanno scoperchiando - sottolinea Malandruccolo - vicende, sodalizi ma soprattutto quell'insano rapporto fra il mondo criminale ed uno spaccato di società. Stanno venendo alla luce realtà complesse e allarmanti, fatte di collusioni fra criminalità e branche di potere politico istituzionale e imprenditoriale, che secondo gli inquirenti non ha esitato ad alterare così il principio stesso di democrazia».

Alla luce di tutto questo, Tommaso Malandruccolo invita a non cadere in facili stereotipi: «È da ingenui pensare che il fenomeno del pentitismo locale sia prolificato solo grazie ai benefici previsti per i collaboratori di giustizia, che non vengono risparmiati dalle conseguenze penali delle loro dichiarazioni. È bene capire che prima ancora degli sconti di pena, è stato determinante l'approccio di forze dell'ordine e magistratura nei confronti del crimine organizzato, nella capacità di tradurre i successi investigativi in ulteriori opportunità, abbattendo il muro dell'omertà». È scolpito ormai nella mente di tutti quanto è successo nel 2015 dopo la prima inchiesta dagli effetti dirompenti, quella denominata Don't touch, culminata con il corteo dei cittadini davanti alla Questura in segno di gratitudine.

«È per questo motivo che il Partito Democratico di Latina guarda con grande soddisfazione all'operato di forze dell'ordine e magistratura - conclude Tommaso Malandruccolo - Senza limitarsi a un plauso sterile, ma con l'impegno concreto, presso le sedi competenti, affinché gli organici vengano adattati alle mutate esigenze, e le dotazioni tecniche e logistiche rinforzate. Adeguamenti oggi ancor più necessari, se si considera la crescita demografica del capoluogo e la difficoltà con cui le forze di polizia assicurano un ricambio generazionale, comunque mai a discapito di un servizio sempre efficiente e fertile solo grazie agli immensi sacrifici profusi dagli uomini e dalle donne in divisa».