Un polmone verde, simbolo delle contraddizioni di una città, divisa nel discutere per anni sul suo nome senza aver mai guardato negli anni, attraverso i suoi sindaci, ad una reale e tangibile qualificazione. Il parco Falcone e Borsellino, al centro delle polemiche innescate dall'ennesima gaffe elettorale firmata Claudio Durigon, è molto di più di una disputa ideologica buona per raccattare voti e deve essere parte di un percorso partecipativo reale che ne ridiscuta parti e funzioni. Ecco perché l'assessore al decoro, patrimonio, manutenzioni e lavori pubblici Emilio Ranieri sceglie di parlare a viso aperto preannunciando quello che sarà nel futuro di questo parco. "Qualche mese fa, a seguito delle scelte della amministrazione di spostare lo skate park dal Parco Falcone Borsellino in altra area verde attrezzata per renderlo più adeguato alla sua funzione sportiva – spiega Ranieri - d'accordo con il Sindaco con l'assessorato al Decoro, abbiamo incontrato, prima in una call eppoi in un sopralluogo, alcune associazioni che, in un confronto interessante e proficuo, hanno fatto delle proposte importanti per il Parco".

Le proposte partecipate
Le proposte sono arrivata dall'Unione Italiana dei Ciechi sez. Territoriale di Latina, dal Comitato Via Libera, dai giovani di Respiro, Italia Nostra sez. Latina e la Casa dell'Architettura Onlus che sono state incentrate su diversi aspetti funzionali, estetici ed urbanistici. Tre le direttrici di queste riflessioni: I Giardinetti Parco Falcone Borsellino sono dotati di una loro specificità che risiede nella volontà collettiva di affermare anche all'interno del centro storico della città il "paesaggio" : questo comporta una idea di conservazione e valorizzazione della sua vocazione funzionale - dalla passeggiata alla contemplazione, dalla lettura, all'ascolto della musica al gioco dei bimbi con le loro famiglie. Poi esteticamente il Parco necessita di essere riqualificato nella recinzione e nel ripensare i viali eliminando l'asfalto. Infine funzionalmente occorre ispirarsi ai canoni dettati dall'Universal Design per garantire a tutti la capacità di fruizione prescindendo da difficoltà sensoriali e motorie. La cura degli accessi al Parco è essenziale per intraprendere un utilizzo inclusivo e sicuro. Questi aspetti sono stati un piccolo esperimento di partecipazione.

Un po' di storia
«Storicamente il Parco Comunale – spiega Ranieri - è stato pensato dopo il 1934 dopo la stesura dell'ampliamento del Piano Regolatore che prevedeva la necessità per Littoria di svolgere il ruolo di capoluogo di Provincia. Il progetto di questo parco nasce quindi con la città stessa, con assi definiti inizialmente carrabili che collegano punti importanti. Dal 1966 il parco viene chiuso alle automobili e negli anni 70 viene realizzata la recinzione e in una porzione viene concessa un'area per la realizzazione del Circolo del Tennis, determinando il limite alla percezione dell'unità con la città del progetto originario. Dagli anni 70 in poi, salvo alcune concessioni temporanee non sono più stati fatti interventi strutturali (naturalistici e/o architettonici). Al concorso di progettazione del 2005 «da Parco a Villa» (titolo interessante) con un gruppo vincitore non è stato dato seguito». Prendendo come spunto la storia e le proposte condivise e prendendo comunque spunto dalla gestione dei parchi dati in concessione negli ultimi anni (parco San Marco, Vasco de Gama, Faustinella e Cottignoli) l'amministrazione ha inserito nel bilancio 2020 i fondi per la realizzazione dell'area giochi che merita il Parco/Villa Comunale anche se le difficoltà dovute alla pandemia ne hanno rallentato la sua realizzazione. «Molto più importante – ricorda Ranieri - l'approvazione dello Studio di fattibilità tecnica ed economica per il rifacimento del Parco e la candidatura dello stesso progetto al bando della rigenerazione urbana del 2021 per un importo di 5.500.000 euro. Interventi di arredo urbano (panchine, tavoli) insieme ai richiamati interventi sui viali, gli accessi, la recinzione e il miglioramento del verde. Richiamo inoltre un aspetto non secondario della lamentata sicurezza del Parco. La pubblica illuminazione, oggi presente, è di proprietà della società Enel Sole (all'epoca Società Elettrica Romana) che ne cura la semplice manutenzione ordinaria dai tempi della fondazione della città. La scelta, che definirei "epocale" del consiglio comunale deliberata il 5 agosto scorso di acquisire i 700 punti luce ancora presenti in città soprattutto nella parte storica (portici, giardinetti, ecc...) consentirà di riqualificare un aspetto importante per la sicurezza e la fruibilità del Parco. Sarà infatti possibile realizzare una nuova illuminazione utilizzandola anche per implementare servizi di videosorveglianza e sistemi wifi. La necessità di controlli interni al Parco potranno essere realizzati anche tramite l'installazione di un moderno chiosco/bar con servizi per attività stesse da effettuare nel Parco (fitness, laboratori). «Un restyling moderno – conclude Ranieri - dove convivono aspetti naturalistici, relazionali, di inclusione e gestionali».