Una piccola lista, «Solidarietà sociale», che si ispira alla sinistra ambientalista e ha come candidato sindaco Sergio Sciaudone sta costringendo un po' tutti, ossia gli altri candidati manche tanti cittadini, a riportare al centro dell'attenzione quelli che in un altro tempo erano definiti problemi sociali. E così, con un lungo documento a firma del candidato consigliere Fabrizio Vitali, viene riaperto il tema dei centri diurni per disabili, «dimenticati tra un annuncio e l'altro».

«Gli annunci fanno male alla fiducia dei cittadini quando non si rispettano e ancora più se si tratta di servizi essenziali al benessere di ragazzi con disabilità e alle loro famiglie. - scrive nel documento Fabrizio Vitali - Facilmente l'amministrazione è stata ben capace di annunciare l'intitolazione di una via o di una piazza a uno/a o più benemeriti d'Italia o del nostro territorio e di porre in essere velocemente la nuova toponomastica ma quando si tratta di servizi al cittadino il disagio avanza . Così è stato con la scuola primaria e dell'infanzia di via Bachelet dove i lavori di copertura si sono protratti per lungo tempo e financo non sono stati portati a termine come era possibile durante l'estate 2020 con conseguente chiusura dell'entrata principale a scuola per gli alunni per gran parte dell'anno scolastico 20/21 ed enormi assembramenti in pieno ritorno di pandemia di fronte all'entrata secondaria di via Tobagi. Ma qui si tratta di cosa ancor più grave, ad agosto 2020 si chiudono seppur con giustificati motivi di sicurezza i tre centri diurni attualmente gestiti dalla Coop. OSA, Casal delle Palme , il centro Salvatore Minenna di via Mugilla a questi intitolato nella primavera 2018 e Le Tamerici all'intersezione tra le strade Litoranea e Casilina nord. I ragazzi subirono trasloco forzato ma con l'annuncio dato alle famiglie che entro l'autunno dello stesso anno l'utenza nel frattempo spostata in varie sedi provvisorie comunque insufficienti per un adeguato servizio sarebbe rientrata. Dunque i centri si chiudono nell'Agosto 2020 , ma il progetto di fattibilità per la messa in sicurezza dei centri per una spesa di circa 280 mila euro viene approvato solo 3 mesi dopo nel novembre 2020, cosa che andava fatta molti mesi prima della chiusura per garantire una ben più veloce procedura per l'inizio e la chiusura dei lavori, è già fumo dunque il primo annuncio di riapertura entro l'autunno dello stesso anno già nel momento in cui viene fatto».

Con le nuove regole molti sperano che i centri possano riaprire in concomitanza con il nuovo anno scolastico, poiché sono passati ormai 9 mesi e una intera altra estate e quei centri ora chiusi, anche se l'amministrazione ha nuovamente che i lavori necessari alla riapertura termineranno entro questo autunno. Sullo sfondo c'è la condizione dei ragazzi che non hanno spazio e verso i quali sarebbe necessaria massima attenzione per la loro condizione di fragilità. E' un argomento «marginale« rispetto ai temi della campagna elettorale ma qualcuno doveva affrontarlo.