Anche il segretario del circolo di Rifondazione Comunista Aprilia, Fabio Federici, interviene sulla vicenda della clinica Città di Aprilia manifestando: «rabbia e preoccupazione» per la cessazione dei servizi da parte della casa di cura e della messa in cassa integrazione di 134 dipendenti a partire dal prossimo 15 ottobre. «Preoccupazione, per l'impatto della decisione della proprietà della clinica sui lavoratori e le loro famiglie, per le ricadute sull'indotto e sul'accesso alle cure da parte di 70 mila cittadini di Aprilia, che sarebbero deprivati improvvisamente non solo di una importantissima struttura di degenza e cura, ma anche dell'unico punto di primo soccorso disponibile sul territorio. E rabbia, perché la carenza di presidi sanitari che si verrebbe a creare se la casa di cura dovesse realmente dar seguito all'annuncio e la pressione che, per tale motivo, la proprietà potrà esercitare sugli interlocutori dell'amministrazione, sono l'esito prevedibilissimo della sistematica opera di smantellamento della sanità pubblica perseguita, a livello centrale e regionale, da governi e amministrazioni di centrodestra e centrosinistra che si sono succeduti negli ultimi 30 anni». Perciò Rifondazione Comunista esprime solidarietà ai lavoratori colpiti dalla procedura di cassa integrazione. «E allo stesso tempo esprimiamo solidarietà ai collaboratori esterni, che si troveranno in una situazione di ancor maggior precarietà. Garantiamo - continua Federici - il nostro sostegno a ogni iniziativa vorranno mettere in campo per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali e dei servizi che il loro impegno ha sempre garantito alla cittadinanza di Aprilia. Inoltre annunciamo la mobilitazione immediata a ogni livello per denunciare i danni della privatizzazione dei servizi essenziali e per ribadire ancora una volta, che l'unica strada percorribile per garantire il diritto alla salute universale è la tutela e il rafforzamento del Sistema Sanitario Nazionale e la ripubblicizzazione integrale dell'intero comparto Salute».