Mancato pagamento del  mese di luglio e preoccupazione per la mensilità del mese di agosto, oltre alla ancora più preoccupante nota emessa dall'azienda che prevede la  cassa integrazione per più di 134 dipendenti della Clinica Città di Aprilia. Questi i motivi che hanno spinto oggi ad indire l'assemblea dei dipendenti che  ha appena votato l'ok alla dichiarazione dello stato di agitazione a seguito della situazione emergenziale che ha portato la proprietà della struttura sanitaria di Aprilia alla crisi economica. L'assemblea convocata sia dalla RSU interna alla clinica Antonio Tatone e dal segretario della Fp Cgil di Frosinone e Latina Giovanni Salzano ha riscosso una grandissima partecipazione: circa il 70 per cento dei dipendenti. Se la situazione non dovesse risolversi si andrebbe quindi incontro ad uno sciopero. ""Non sono stati erogati gli stipendi di luglio, e anche la mensilità di agosto è a rischio. Da quanto comunicato a istituzioni e sindacati, la possibile chiusura dal 15 ottobre di importanti aree di intervento e il rischio cassa integrazione per un numero consistente di lavoratori creerebbe un danno enorme a operatori e cittadini, togliendo presidi di riferimento che avrebbero un impatto rilevante sul resto delle strutture sanitarie del territorio. Come troppo spesso accade - afferma Giovanni Salzano, segretario generale Fp Cgil Frosinone Latina - nelle strutture sanitarie accreditate, sono i lavoratori a pagare i contenziosi tra pubblico e privato. Non accettiamo in alcun modo che gli imprenditori privati vengano meno ai loro doveri di datori di lavoro, a partire dal rispetto del più basilare dei diritti, quello del pagamento degli stipendi, a chi finora ha garantito assistenza e dato il massimo in questi due anni di pandemia. Metteremo in campo ogni azione necessaria per la tutela di lavoratori e servizi. Attendiamo la procedura di raffreddamento in Prefettura e interesseremo l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio, pronti ad arrivare allo sciopero se non si arriverà a una soluzione".