E se il porto di Foce Verde fosse l'ennesima opera incompiuta di Latina? E' il dubbio che si pone il presidente dell'associazione imprenditoriale Federlazio Marco Picca. Una riflessione che prende le mosse dall'istanza presentata da Sabaudia e dal Parco del Circeo alla Regione Lazio con la quale si sottolinea la problematica ambientale relativa all'erosione delle spiagge che si potrebbe determinare dalla costruzione del porto di Foce Verde.


«Una delle principali conduzioni progettuali valutate dal Professor Alberto Noli è stata proprio lo studio delle maree e dell'impatto sulle coste vicine - ricorda Marco Picca - A quanto sembrava, lo studio del Noli non aveva rilevato problematiche in tal senso. La Federlazio, sin dalla prima ora, si è espressa a favore dell'opera portuale, sostenendola e mettendosi a disposizione per qualunque tipo di supporto e a tal proposito costituì un'associazione di imprese, poi sciolta, specificatamente per vedere l'opera realizzata quanto prima. Dopo la caduta dell'amministrazione comunale che aveva proposto il progetto, la scrivente associazione per due volte ha incontrato il sindaco Damiano Coletta, l'assessore Emilio Ranieri e la consigliera Maria Grazia Ciolfi per cercare, appunto, di ripartire dal progetto Noli, progetto, tra l'altro, pagato dal Comune, e portarlo a definizione». Ma da questi incontri non è arrivata alcuna soluzione positva. «Nulla è accaduto o perlomeno nulla abbiamo più saputo - dice con rammarico il presidente di Federlazio - Per tali motivi ci chiediamo: - Il comune di Latina ha intenzione di produrre proprie osservazioni circa la decisione della Regione e le istanze del comune di Sabaudia e del Parco del Circeo contro la realizzazione dell'opera? - chiede ancora Picca - Il progetto del porto di Foce Verde per questa amministrazione è ancora interessante oppure possiamo tranquillamente archiviarlo e non parlarne più? Sono passati oltre 10 anni dalla presentazione del progetto ed anche in questo caso, nulla si è fatto per la prosecuzione dell'iter amministrativo. Non ci siamo! Se il porto non è considerato un'opera fondamentale si smetta pure di parlare di riqualificazione della marina. Tutto ciò ci dà il sapore di spot elettorali funzionali solo alle cause dei competitori senza alcun vantaggio e/o miglioramento delle condizioni generali e delle aspettative dei cittadini e delle imprese».