«Resteremo al di qua del cancello finché non verrà pagato a tutti almeno lo stipendio relativo al mese di giugno, poi vedremo cosa fare». Fermi sulle loro posizioni per difendere i propri diritti, all'esterno dell'azienda per la quale lavorano: i dipendenti della Sei S.p.A., una settantina circa, ieri mattina hanno deciso di incrociare le braccia e si sono ritrovati davanti all'ingresso dell'azienda di Latina Scalo. «Siamo qui per rivendicare i nostri diritti - hanno detto - la proprietaria dell'azienda Paola Berardi se ne sta tranquillamente in Svizzera mentre noi le mandiamo avanti l'azienda col nostro lavoro senza ricevere lo stipendio da tre mesi. Adesso basta, così non si può più andare avanti - hanno sottolineato i dipendenti della Sei S.p.A. - Abbiamo aspettato anche troppo tempo sperando che qualcosa di positivo potesse accadere ma non è stato così».

La Sei S.p.A. di via Carrara è un'azienda metalmeccanica dove si producono manufatti per le ferrovie dello Stato: pali, tralicci, componenti dei binari, materiale per la trazione elettrica. Stiamo parlando di un'attività che dura da circa quarant'anni, prima col nome di "C.B. Chiavarde e bulloni" e poi, in seguito al fallimento del 1994, è diventata appunto Sei S.p.A. Ieri mattina in via Carrara c'erano anche gli esponenti dei sindacati Fim Cisl (Federazione italiana metalmeccanici), la Uil Uilm (Unione italiana lavoratori metalmeccanici) e la Fiom Cgil (Federazione Impiegati Operai Metallurgici).