Il 15 settembre prossimo potrebbe essere la data decisiva di quello che ormai è il «caso Morbella» perché si discute in Tribunale (amministrativo) il punto più delicato dell'intera vicenda della chiusura dei negozi avvenuta a fine luglio. Il nodo da sciogliere riguarda la effettiva inderogabilità della chiusura. In altri termini: c'era qualcuno che poteva evitare quella svolta traumatica per il commercio del Centro Morbella oppure no? E' un sospetto che si è insinuato in alcuni dei soci sin dal primo giorno e inizialmente ci furono critiche feroci anche nei confronti dell'amministrazione comunale, che aveva appunto notificato le ordinanze di chiusura. Ma perché mai un'amministrazione locale avrebbe dovuto accanirsi contro una struttura economica con circa cento dipendenti tra addetti diretti e collaboratori, per di più alla vigilia delle elezioni amministrative? La teoria del complotto non ha retto che poche ore, fin quando cioè la stessa amministrazione non ha mostrato un terribile rapporto dei vigili del fuoco circa gravi carenze di sicurezza del Centro Morbella, rapporto redatto a giugno 2021 e conosciuto dal Consorzio. O meglio conosciuto dal presidente Salvatore Centola e da pochi altri ma non da tutti i consorziati, i quali infatti hanno duramente criticato la gestione interna. Fino al punto di chiedere la destituzione del presidente con formale atto depositato presso il Tribunale ordinario sul quale il giudice dovrebbe decidere nelle prossime ore, a ridosso dell'altra decisione quella appunto sulle ordinanze di chiusura. Le quali secondo il consorzio, e per esso secondo la presidenza, furono illegittime. Nonostante la presenza del verbale dei vigili del fuoco. Di questo si discuterà proprio nell'udienza del 15 settembre davanti ai giudici amministrativi che se dovessero accogliere le doglianze di Centola annulerrebbero l'efficacia di atti comunque eseguiti, infatti il centro è stato chiuso per circa venti giorni. Il tempo necessario ad eseguire i lavori intimati dai vigili del fuoco perché fossero eliminate le lacune sulla sicurezza.