Nella maggioranza Terra riprende la discussione per rendere a pagamento parte dei servizi offerti dall'ecocentro comunale, la struttura gestita dalla Progetto Ambiente e utilizzata da migliaia di cittadini di Aprilia per conferire sfalci, potature e ingombranti. La proposta è stata avanzata dalla consigliera comunale Alessandra Lombardi (Rete dei Cittadini) nel corso della commissione Finanze chiamata a discutere del bilancio del gruppo consolidato del Comune e dunque dello stato di salute delle due maggiori partecipate dell'ente: Multiservizi e Progetto Ambiente. L'esponente della Rete dei Cittadini è intervenuta dopo che il dirigente del settore Finanze, Emiliano Di Filippo, ha spiegato i compiti che avrà la società chiamata a vigilare sull'esecuzione del contratto di servizio che lega il Comune alla Progetto Ambiente. «Anzitutto sollecito la convocazione di una commissione per parlare dell'applicazione della tariffa puntuale (Tarip), che rischia di diventare problematico non per i cittadini ma per quello che potrebbe accadere in città. Mi confronto spesso - ha affermato - con assessori all'Ambiente di altri Comuni e la criticità quando si avvia la Tarip è che la città si riempie di spazzatura. L'obiettivo deve essere riuscire a controllare i rifiuti che non hanno un nome sopra, per pianificare l'introduzione di una vera tariffa puntuale e non di facciata». Collegandosi a questo discorso la consigliera Lombardi ha proposto di rendere a pagamento alcuni servizi oggi gestiti dall'ecocentro, in particolare la raccolta a domicilio di sfalci e potature. Un'idea che ricalca a grandi linee quella avanzata alcuni mesi fa dal gruppo consiliare di Piazza Civica. «Le nostre proposte - continua - di riduzione della Tari sono sempre state pensate per creare un meccanismo virtuoso, premiando chi differenzia meglio o produce meno rifiuti. In questo senso, quando l'osservatorio cittadino sui rifiuti era ancora operativo, ho proposto di cominciare a ragionare su servizi a pagamento per i cittadini che ne usufruiscono e non da caricare sulla bolletta. Faccio un esempio: oggi lo smaltimento del verde (sfalci e potature, ndr) ricade su tutta la cittadinanza, anche su chi non ha il giardino. Allo stesso tempo ci viene sollecitata la raccolta a domicilio del verde, ecco per questa attività si potrebbe prevedere un servizio a domanda individuale e lo stesso si può fare per altre situazioni. Questo metodo, che prevede di spalmare alcuni servizi sulla Tari di tutta la popolazione e altri a livello individuale, permetterebbe di premiare chi differenzia in maniera concreta».
L'ipotesi di mettere l'ecocentro a pagamento (almeno in parte) appare dunque una prospettiva sempre più reale, se si pensa che le due liste di maggioranza (Rete dei Cittadini e Piazza Civica) che hanno guidato l'assessorato all'Ambiente negli ultimi 12 anni propongono, seppur con sfumature diverse, la stessa idea. Resta solo da capire quando, lo scenario più probabile è che ciò avvenga con l'introduzione della Tarip in un disegno complessivo di modifica del'attuale assetto.