Cartelle pazze anche per quanto riguarda il pagamento dei passi carrabili. Nei giorni scorsi centinaia di cittadini, destinatari di altrettanti avvisi di accertamento sul pagamento dei passi carrabili degli ultimi cinque anni, hanno letteralmente preso d'assalto l'Ufficio Tributi del Comune di Aprilia per chiedere spiegazioni in merito ad alcune anomalie riscontrate. In particolare sono stati rilevati avvisi di accertamento doppi che hanno raggiunto per la stessa abitazione - dunque per lo stesso passo carrabile - diversi componenti dello stesso nucleo familiare. Inoltre nel mucchio di cartelle trasmesse sono finiti anche i nominativi di persone che avrebbero sempre pagato quanto dovuto all'ente di piazza Roma. Insomma una situazione che ha generato non poca confusione tra i contribuenti e a denunciare l'anomalia è stato il consigliere di Fratelli d'Italia Vincenzo La Pegna. «E' giusto che il Comune si rivolga ai cittadini per chiedere il pagamento di quanto dovuto - sottolinea il capogruppo - tuttavia il lavoro affidato ad un'agenzia è stato svolto in maniera tale da generare confusione, visto che quasi ad ogni civico è stato associato un passo carrabile. In particolare si sono verificati episodi nei quali sono stati segnalati nominativi di persone che hanno sempre pagato e che invece ora risultano destinatari di avvisi di accertamento. In altri casi sono giunte cartelle doppie o triple per uno stesso civico, nei confronti di persone che appartengono allo stesso nucleo familiare e che di norma, ammesso che debbano pagare, devono il tributo a titolo di nucleo familiare, quindi un solo pagamento a fronte di due bollette inviate. Accertamenti che in alcuni casi abbracciano un periodo di tempo anche di 5 anni, quando magari il passo carrabile esiste da molto meno tempo».

Insomma una situazione al limite che secondo il consigliere ha generato allarmismo e confusione. «Non si è trattato di avvisi ma di vere e proprie richieste di pagamento - prosegue La Pegna - che hanno allarmato non poco la collettività e in particolar modo anziani che stavano già correndo a pagare, anche nei casi in cui il pagamento non era dovuto. Queste persone di sentono vessate e trovo ingiusto pretendere pagamenti non dovuti solo per non aver fatto le verifiche del caso, costringendo poi i cittadini al disagio di dover chiedere il rimborso, soprattutto quando si tratta di persone anziane.

Una cattiva gestione del sistema, forse per la superficialità nella gestione dei rilievi e delle verifiche, che ha comportato errori e generalizzazioni inaccettabili, a scapito di chi ha già pagato o di chi per un motivo o per l'altro non deve versare questo tributo. Confido che l'assessore e gli uffici evitino di basarsi solo sui rilievi fotografici ma che mettano mano alle pratiche in questione per sbrogliare la matassa e togliere dall impaccio centinaia di cittadini».