Il primo a parlarne qualche giorno fa era stato il Presidente di Unindustria, Pierpaolo Pontecorvo. «Stiamo riprendendo i protocolli con Inps, Inail e soprattutto con i sindacati, per implementare i corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E' una priorità specie nella ripresa, che ci auguriamo possa proseguire ma sempre in sicurezza». Un assist o più probabilmente un pre annuncio dell'iniziativa «Zero morti» che si terrà mercoledì mattina all'Hotel Europa, organizzata dalla consulta del Territorio della Uil di Latina, a partire dalla 10. Una riflessione ineludibile dopo la sequenza impressionante di infortuni mortali nei luoghi di lavoro della settimana scorsa, chiusa con quattro vittime in Calabria. Ma c'è pure dell'altro nella scelta di puntare sugli infortuni come primo grande tema importante dell'autunno, già caldo, delle piattaforme sindacali. E' infatti una recentissima indagine dell'Ispettorato a contribuire nel merito anche se non era strettamente legata alla sicurezza nei luoghi di lavoro. In una settimana gli ispettori dei principali enti di garanzia e tutela dei lavoratori della provincia di Latina hanno trovato duecento persone con irregolarità su 320 controllate. Le illegittimità sono diversamente graduate e si va dai braccianti trovati totalmente in nero dentro un casolare mezzo diroccato destinato loro come «abitazione» ad anomalie, più o meno vistose, negli orari di lavoro. Il nodo vero è che tutte insieme hanno indotto gli ispettori a scrivere che complessivamente non venivano garantite le tutele minime e che quindi quei lavoratori non erano solo malpagati e privi di assistenza contributiva, ma erano oggettivamente anche a rischio incidenti.

Messaggio da non sottovalutare se anche in questa brutta stagione di ripresa si vuole dare un senso alla prevenzione. I sindacati confederali, ossia Cgil, Cisl e Uil, meno di due settimane fa avevano incontrato il Ministro del Lavoro ed esposto la situazione complessiva del lavoro in provincia di Latina con le sue nuove chances, legate alla ripresa, e le sue molte ombre come il caporalato, lo sfruttamento e le retribuzioni incongrue che non riguardano più solo il mondo agricolo, come tante volte è stato sottolineato, bensì anche altri comparti. Per esempio la logistica, un segmento che sta diventando il bubbone emergente per la presenza di numero elevatissimo di lavoratori sfruttati e assoggettati ai caporali. Proprio mentre si va ampliando la rete delle aziende che si occupano di logistica sul territorio provinciale, in specie nel nord pontino.