Il Comune di Aprilia cambia strategia e chiede un nuovo giudizio sul lodo Aser per evitare di pagare gli oltre 16 milioni di euro di indennizzo per la "guerra dei tributi". Lo scorso 24 novembre davanti alla prima sezione civile della Corte di Cassazione si è infatti discussa l'udienza sul ricorso promosso dall'amministrazione comunale rispetto alla sentenza del 2016 della terza sezione civile della Corte d'Appello di Roma, che respinse la richiesta di nullità dell'arbitrato sottoscritto il 28 dicembre 2007, che riconosceva un totale di 12 milioni di euro alla Tributi Italia (ex San Giorgio) e all'Aser, comprensivo di danno contrattuale causato dai mancati versamenti e risarcimento danni per «lesione dell'immagine». Un lodo da sempre contestato dalla maggioranza civica, che in questi anni ha messo in campo diverse azioni per evitare di pagare il lodo ultra milionario.  E nel corso della discussione davanti al collegio della Suprema Corte l'amministrazione Terra, difesa dallo studio legale Ruffolo, ha sostenuto un difetto di giurisdizione, convinta che ad esprimersi sulla legittimità del lodo non fosse il collegio arbitrale ma la Corte dei Conti. In pratica, secondo la tesi portata avanti dal Comune di Aprilia, dovrebbe essere la magistratura contabile a dover analizzare la questione e adesso la Cassazione dovrà pronunciarsi sulla richiesta dell'ente. Una mossa a sorpresa ma fino a un certo punto, visto l'enorme importo in ballo e la delicatezza della questione, che si trascina nelle aule di tribunale da oltre 15 anni.
La storia: la guerra dei tributi partita nel 2002 e il lodo del 2007
Il lodo Aser è infatti una delle tappe principali della "guerra dei tributi" che dal 1999 al 2010 ha visto contrapposti - seppur a fasi alterne - il Comune di Aprilia e la società di tributi mista con i suoi partner privati. La giunta guidata dall'allora sindaco Meddi fin dal 2002 mise in campo una battaglia legale per riprendersi in mano la gestione del servizio tributi, di fatto non riconoscendo il ruolo di Aser (società mista con il 51% del Comune) ed anzi arrivando anche a consentire al precedente concessionario (Monte dei Paschi di Siena) la prosecuzione del servizio di riscossione dei tributi. La giunta dell'epoca contestava soprattutto la ‘genesi' dell'Aser, con l'assenza di una procedura di evidenza pubblica nella scelta del socio privato ma il boicottaggio verso la società non porto i frutti sperati, così nel 2007 la giunta Santangelo ricorse a un lodo arbitrale che quantificò l'indennizzo per le somme non incassate (8,5 milioni di euro alla Tributi Italia-ex San Giorgio e 3,5 milioni ad Aser) e per un danno di immagine. Fu però proprio il sindaco Calogero Santangelo pochi mesi più tardi (autunno 2007) a promuovere un ricorso contro lo stesso arbitrato, probabilmente ritenendolo troppo oneroso per l'ente. La battaglia è poi continuata, con ancora più forza, con le amministrazioni civiche (D'Alessio e Terra) che hanno ripreso in mano la gestione diretta dei tributi ma che si sono arenati contro lo scoglio del lodo. Nel febbraio 2016 infatti la Corte d'Appello ha respinto il ricorso, ora invece bisognerà attendere il pronunciamento della Cassazione per capire se la richiesta del Comune verrà accolta.