Male a Natale, malissimo a Capodanno, e anche ora che sono passate le festività la situazione non è assolutamente migliorata. «Anzi, va anche peggio. I numeri attuali dicono che non siamo mai andati così male». A parlare è Paolo Prearo, rappresentante dei ristoratori Claai Lazio Sud. «Paradossalmente stavamo messi meglio in zona rossa quanso si praticava l'asporto - ha aggiunto Prearo che è anche il titolare del ristorante L'Arco in via Cavour a Latina - A quei tempi incassavamo di più e avevamo meno spese di personale. I numeri generali dicono questo e io lo vivo anche direttamente con il mio ristorante. L'altro giorno ho fatto il minimo storico da quando ho iniziato l'attività, ovvero 22 anni».

Con l'ascesa dei contagi e l'esplosione della quarta ondata che ha fatto numeri record mai visti primi, i ristoranti stanno lavorando pochissimo. «La gente ha paura, è terrorizzata e non va nei ristoranti - ha aggiunto il rappresentate dei ristoratori Claai Lazio Sud - Se a questi ci aggiungiamo tutti quelli sono a casa in quarantena, e chi non ha il Green pass, ecco che il numero di chi sceglie di mangiare al ristorante si riduce ai minimi termini. In questo momento siamo ad un buon 70 percento di perdite: il declino è iniziato da metà dicembre con il 40 percento delle disdette, è proseguito a Capodanno e ha preso l'impennata dopo la Befana. Dopo 22 anni di attività ho capito cosa significa restare aperto e fare due coperti, mai mi era accaduto. E quel giorno nel mio locale lavoravano sei dipendenti. Continuando così si va incontro alla catastrofe economica per i ristoratori.