La telenovela di Rio Martino ricomincia: è stata infatti fissata per il 26 gennaio prossimo l'udienza di discussione del ricorso presentato dalla società Rizzardi srl per ottenere l'annullamento della determina con cui il dirigente del settore Ambiente del Comune ha aggiudicato l'affidamento in concessione demaniale di 200 posti barca lungo la foce del canale di Rio Martino; chiesto altresì l'annullamento dei verbali di negoziazione e quelli della commissione di valutazione. Si attende intanto l'esito dell'altro maxi ricorso, nel quale partecipa come parte in causa anche la Rizzardi srl, con cui si chiede di accertare il silenzio inadempimento del Comune su una istanza di concessione dello stesso spazio e degli stessi posti barca da parte del Consorzio nautico Borgo Grappa. Per il combinato disposto delle due domande presentate al Tribunale amministrativo, il fine è quello di annientare tutta la procedura sin qui seguita per arrivare ad assegnare lo spazio del porto turistico. Ma perché si sta scardinando una gara pubblica che vuole attribuire a tempo determinato un pezzo di demanio in un'area che viene considerata pure un po' «depressa»?

Soprattutto questa lunga e complicata battaglia legale potrebbe incidere seriamente sull'avvio concreto della gestione del porto, attesa da oltre dieci anni e prevista già per la scorsa primavera. Uno spazio attrezzato per le imbarcazioni da diporto a Rio Martino è atteso per diverse ragioni, non ultima un rilancio delle altre attività del territorio e dell'indotto. Alla base del pasticcio che si è creato attorno al porto di Rio Martino ci sono aspettative tradite. Il Consorzio Nautico Borgo Grappa aveva redatto un progetto di gestione e presentato istanza di concessione prima che partisse la fase della gara, dunque nella convinzione che si potesse arrivare ad aggiudicare quel pezzo di demanio senza passare da una selezione pubbliche sulle offerte. Infatti al Tar è stata impugnata sia la procedura del silenzio dissenso che l'aggiudicazione. Una delle due potrebbe cadere sul piano della legittimità anche se l'amministrazione comunale punta molto sulla esigenza insuperabile dell'assegnazione con pubblico incanto. Adesso, a voler guardare solo la parte formale di questa vicenda, un gestore c'è, è stato individuato nella «Porto di Latina», dunque l'avvio vero e proprio dell'attività potrebbe essere assodato, Invece i tempi sono stati rallentati propri a seguito dei ricorsi. Come si può iniziare una gestione pluriennale se l'iter che sottende è ancora sotto la lente dei giudici? Nei fatti un altro blocco impedisce che il porto di Rio Martino possa diventare realtà nell'estate del 2022, a più di dieci anni dalla presentazione del progetto e a quattro anni dalla consegna dei lavori, dati per completati nonostante avessero un po' di vistose lacune. Quando il progetto è partito non fu spiegato nel dettaglio in che modo dovessero poi essere gestiti e assegnati gli spazi e il caos che ne è seguito sta qui a dimostrare che quella lacuna ha bloccato il porto più della, pur lunga, stagione dei lavori di realizzazione delle infrastrutture.