«Entrano così tante persone e sono talmente numerosi i servizi offerti che diventa impossibile controllare il Green pass senza piazzare una persona sulla porta d'ingresso del negozio per tutto l'arco della giornata». Il presidente della Federazione tabaccai della provincia pontina, Michele Fiaschi (titolare della tabaccheria Il Toscano di Latina Scalo) ha ribadito un concetto già affrontato nei giorni scorsi dalla categoria, ovvero dal momento in cui il governo ha varato il nuovo Dpcm introducendo l'obbligo del Green pass base per andare dal tabaccaio. Ieri il sindacato nazionale ha annunciato che se non ci saranno ripensamenti, i tabaccai di tutta Italia sono pronti allo sciopero. «E' così - ha commentato Michele Fiaschi - Nella nostra provincia l'orientamento è questo già da qualche giorno: abbasseremo le serrande se non ci saranno cambiamenti».


Ieri la Giunta nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, riunita a Roma, ha deciso che verranno abbassate le serrande, prima di febbraio, per protestare contro il nuovo Dpcm. «Abbiamo avviato una trattativa con il Governo - ha detto il presidente nazionale della Federazione, Giovanni Risso - A breve incontreremo il sottosegretario alla salute Andrea Costa che ha mostrato attenzione alle nostre rivendicazioni. Capiamo l'importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi e, soprattutto, come stimolo alla vaccinazione anche per i più recalcitranti – ha continuato - Non ne facciamo quindi una questione di principio ma di buonsenso. In Italia in tabaccheria entrano 13 milioni di italiani al giorno non solo per comprare le sigarette ma, soprattutto, per pagare le bollette, ritirare un pacco o comprare i biglietti dei bus locali. Come si può non immaginare il caos che l'obbligo di controllo del Green Pass porterà? Come si può non vedere che piuttosto che fare la fila per acquistare un pacchetto di sigarette legali ci si rivolgerà al mercato clandestino, in mano a chi certamente non è interessato al possesso del Green Pass? I tabaccai hanno assicurato, durante il lockdown, servizi essenziali per tutti i cittadini. Un impegno, il nostro, che ora viene disconosciuto».