Pioggia di finanziamenti e grandi opportunità per la riqualificazione dei territori, con l'obiettivo di raggiungere i tanto desiderati obiettivi della Ripresa e della Resilienza. Il Pnrr è obiettivamente uno strumento che può far ripartire comuni, regioni e l'Italia intera, ma è necessario porsi una domanda: i territori sono pronti alla sfida? Purtroppo no, verrebbe da dire guardando come sono andate le prime gare.
Ne è un esempio quanto accaduto con il bando del Ministro Colao, quello per il collegamento in banda ultralarga delle isole minori. Per farla breve, si tratta di una gara che avrebbe permesso, a chi vive a Ponza e Ventotene, di disporre di una connessione ultraveloce, proprio come accade per chi risiede nel centro del capoluogo.
Eppure, la gara in questione è andata deserta. Ma come possono le isole minori, con enti piccoli e quindi una manciata di dipendenti, rispondere a gare così complesse e in tempi così stretti? E come fa il privato ad assumersi un margine di rischio così alto? Infatti, come spiegato anche dal commissario Agcom Antonello Giacomelli, l'avviso in questione prevedeva «fideiussioni molto impegnative, penali elevate e condizioni di particolare rigidità nella interpretazione delle norme del Pnrr», motivi che «hanno di fatto concorso a far sì che i circa 60 milioni del bando siano rimasti non assegnati. In particolare, a mio avviso, risulta inaccettabile il trasferimento sulle imprese degli effetti del mancato rispetto della deadline prevista dal Pnrr».
Insomma, la provincia perde già la sua prima opportunità, perché i territori (così come in tutta Italia) non sono stati in grado di partecipare alla gara pubblica.
Ed è qui che si inserisce il discorso relativo alla realizzazione di una sovrastruttura che possa occuparsi di mettere a sistema i territori affinché i Comuni non restino soli (come auspicato dalla neonata Cethegus Scpa, per esempio).
Adesso si guarda alle prossime opportunità, nella speranza che non si traducano in altre occasioni perse. C'è per esempio il Bando Borghi, che prevede lo stanziamento di somme che variano tra 1,6 e 2,4 milioni di euro per i Comuni fino a 5.000 abitanti, al fine di creare nuove offerte culturali, rivalutare i piccoli artigiani e realizzare una serie di interventi per fermare l'esodo dei cittadini e addirittura favorire il ripopolamento.
C'è poi un'altra opportunità all'orizzonte che riguarda ancora una volta l'arcipelago pontino. Si tratta del bando Isole Verdi, per cui si potrebbe arrivare a 14,5 milioni di euro per Ponza e 12,5 milioni di euro per Ventotene, con l'obiettivo di realizzare una nuova politica di mobilità green, con battelli ibridi a impatto zero. Ma non solo: è l'occasione per chiudere finalmente il ciclo dei rifiuti in modo sano, dare il via ad un diffuso efficientamento energetico e realizzare un ciclo delle acque virtuoso.
Ma anche in questi casi si tratta di gare ampie e i Comuni da soli non riuscirebbero a partecipare. Qualcosa, però, si sta muovendo, proprio in questa direzione.