Mentre lo scontro sulla bonifica di Montello si prepara a non finire mai, qualcosa nella prospettiva di una delle maggiori discariche italiane cambia è ha un nome, quello del neo commissario per il ripristino delle condizioni ambientali ottimali proprio di Malagrotta. Il commissario nominato dalla Regione Lazio pochi giorni fa è Giuseppe Vadalà e non è tanto il suo nome a contare nelle scelte su Borgo Montello quanto il «modello». Perché la svolta su Malagrotta potrebbe essere mutuata anche a Latina, tramite l'avvio di una bonifica da parte di soggetti pubblici in attesa di rivalersi sui reali responsabili. La situazione attuale della discarica pontina è persino peggiore di quella di Malagrotta e i motivi sono tutti ben elencati nella relazione redatta dallo stesso Comune di Latina nel procedimento che lo vedeva contrapposto ai due ex gestori, Indeco ed Ecoambiente, il primo peraltro uscito dal circuito delle responsabilità e il secondo prossimo ad una impugnazione della sentenza che lo condanna a bonificare. Questo nell'ambito dei processi amministrativi, perché sul fronte penale non c'è ancora stata neppure una pronuncia di primo grado. La domanda semplice a questo punto è: fin quando non ci sarà una sentenza definitiva l'inquinamento in corso delle falde soggiacenti a Montello potrà proseguire indisturbato? In fondo era ciò che stava succedendo a Roma fino a quando la Regione e il Comune non hanno deciso di affidare il risanamento del sito ad un commissario, ferme le possibilità di rivalersi dei 250 milioni di investimenti che si è calcolato saranno necessari a salvare quel sito. Per Latina basta davvero l'alibi dei procedimenti in corso per rinviare la bonifica? E' una scelta «comoda» e legittima per la società che impugna ma lo è meno per i cittadini che sanno di navigare sora una collinetta che inquina dal 2005. Ininterrottamente. Anzi va peggio di anno in anno. Nel 2005 l'Arpa Lazio aveva messo nero su bianco «prescrizioni a tutela a tutela sella salute pubblica, tra cui la messa in sicurezza dei pozzetti P 6 e P7» e si raccomandava «la caratterizzazione e il monitoraggio dei siti». I piani furono approvati nel 2006, l'anno in cui le competenze sula bonifica passarono ai Comuni; il primo progetto operativo per la bonifica di Montello venne chiesto ai gestori nel 2008 ma bisognerà arrivare al 2020 per la prima intimazione ad agire, comunque impugnata al Tar. Nel frattempo è rimasto inevaso anche un passaggio che l'amministrazione comunale di Latina attivò nel 2014, ossia l'intervento sostitutivo e l'avvio della bonifica in luogo dei privati con l'uso della polizza posta a garanzia.