I lavori di ripristino e di messa in sicurezza del ponte Mascarello non solo non inizieranno questa estate ma avranno tempi di gestazione molto lunghi, da due a quattro anni a seconda se si opterà per una riparazione o per una demolizione o ricostruzione. Lo ha detto con molta franchezza e dati e carte alla mano l'assessore ai lavori pubblici del Comune Pietro Caschera nel consiglio comunale di martedì sul punto sollevato attraverso una mozione proposta da Fratelli d'Italia. Una doccia gelatissima per cittadini e operatori del lido e dei comprensori vicini al ponte che speravano in soluzioni più repentine dopo i tavoli, gli incontri e le promesse dell'amministrazione Coletta nella passata consiliatura.

«Tre le ipotesi fattuali su cui lavoriamo e che andranno spedite al Comune a febbraio – ha detto Caschera – la prima da 1,2 milioni è un intervento di riparazione e miglioramento statico con lo stesso apparato di cemento armato e la stessa sezione stradale, dunque solo una rimessa in sicurezza, la seconda più strutturale (da un milione e 350mila euro) è di adeguamento sismico con demolizione e ricostruzione dell'impalcato, la terza è una demolizione e ricostruzione con costi, 2 milioni di euro, sostenuti dalla Sogin». I tempi del cronoprogramma annunciati dall'assessore sono 850 giorni per la prima ipotesi, 1180 giorni per la seconda e ben 1415 (4 anni) per la terza. Le polemiche arrivano dalla Lega con il capogruppo Massimiliano Carnevale: «Come ho ricordato in consiglio quel ponte che non vede manutenzione da oltre dodici anni è stato oggetto di diversi atti posti in essere dalla minoranza di centrodestra per accantonare le somme necessarie alla manutenzione straordinaria. Ricordo fra tutte l'emendamento al bilancio del 2018, presentato proprio da Forza Italia quando era ancora in opposizione e sostenuta da tutto il centrodestra, e una mozione dello stesso anno tutte e due ovviamente bocciate dall'allora maggioranza Lbc poiché si sbandiero' un accordo con la Sogin che avrebbe realizzato un ponte nuovo con propri fondi in "tempi certi e rapidi" ... dopo 4 anni veniamo a sapere che quei tempi "certi e rapidi" sarebbero stati quasi 2 lustri. Parliamo proprio di circa 10 anni perché nella migliore delle ipotesi chi sperava o credeva nelle parole del sindaco e stringeva i denti per far sopravvivere la propria attività dovrà aspettare il 2026 !». «Difficile da accettare una amministrazione sempre più scollata dalle esigenze e necessità della sua comunità – spiega Carnevale - che parla di Marina senza riuscire, in due mandati, a vedere riaperto un ponte, che per incapacità non sfrutta finanziamenti come quello collegato alla finanziaria del 2018 che avrebbe permesso di risolvere la questione in tempi decisamente più veloci e senza costi a carico del comune, che non capisce che il rilancio della Marina passa proprio e necessariamente attraverso un ampliamento delle strade di collegamento che dovrebbero quindi essere potenziate e non mortificate. Dello stesso avviso Gianluca Di Cocco (FdI): «La questione del ponte Mascarello è fondamentale per il futuro del nostro litorale. Abbiamo uno dei litorali più belli del Paese ma siamo privi di programmazione, visione e infrastrutture. Le attività commerciali hanno registrato un calo di fatturato di oltre il 56% negli ultimi tre anni. Credo sia indispensabile mettere in sicurezza il ponte Mascarello il prima possibile».