«Bisogna puntare al raggiungimento degli obiettivi indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, fondamentali per l'ambiente e la vivibilità delle nostre città». Così, il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, commenta i dati divulgati dalla stessa associazione nazionale nel dossier Mal'Aria di Città 2022, rapporto che fa emergere come tutti i capoluoghi di provincia abbiano medie annue sopra le soglie suggerite dall'Oms, che sono: per il Pm10 di 15 microgrammi per metro cubo di aria; per il Pm 2,5, 5 microgrammi per metro cubo e per il biossido di azoto 10 microgrammi per metro cubo.
Tra i capoluoghi del Lazio la peggior situazione a Frosinone per le polveri sottili e a Roma per il Biossido di Azoto. E anche Latina, seppur non con valori da record, non se la passa bene.
Nel 2021, infatti, sono stati registrati ben 22 microgrammi di Pm10 per metro cubo d'aria, 12 microgrammi di Pm 2,5 per metro cubo e 22 microgrammi di biossido d'azoto per metro cubo d'aria. Ciò significa che i tre valori dovrebbero rispettivamente essere ridotti del 32%, 58% e 54% affinché vengano rispettate le già citate linee guida dell'Oms.