L'amminstrazione comunale intitola ufficialmente il parco Martiri delle Foibe, dando seguito alla decisione presa con una delibera di giunta. Questa mattina, proprio nel giorno del Ricordo istituito per non dimenticare i massacri e l'esodo giuliano dalmata, si è tenuta una piccola cerimonia dello spazio pubblico tra via Bulgaria e via Toscanini alla presenza del sindaco Antonio Terra, dell'assessore all'Ambiente Michela Biolcati e dell'assessore con delega alla Toponomastica, Luana Caporaso. Nel corso della cerimonia sono intervenuti il sindaco, la professoressa Patricia Renzi (rappresentante delle associazioni che hanno avanzato richiesta al Comune per l'intitolazione) e  a don Alessandro Saputo.

"E' significativo - ha detto nel suo discorso il sindaco Antonio Terra - intitolare il parco in questo giorno, che dal 2004, grazie ad una legge approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento, ci permette di ricordare una delle pagine più buie della nostra storia nazionale. Siamo molto fieri di poter avere da oggi, nella nostra città, un parco pubblico che ricordi a tutti, specialmente alle nuove generazioni, le terribili sofferenze subite dagli Italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, a causa dell'occupazione di quelle terre da parte dei comunisti jugoslavi. Questa vicenda ha due fasi diverse e ugualmente terribili per il nostro Paese. La prima è rappresentata dalla feroce pulizia etnica perpetrata dal regime di Tito nei confronti di civili inermi, spesso mascherate da rappresaglie per i torti subiti dai fascisti. La seconda è l'oblio che per troppo tempo ha accompagnato questa pagina orrenda, anche quando gli esuli, lasciate le terre di origine, cercavano aiuto, supporto, comprensione tra i propri connazionali, qui in Italia. Per decenni, la vergogna delle Foibe è stata usata troppo spesso come vessillo ideologico, facendo un torto alle vittime, ma anche al Paese intero. Dobbiamo soprattutto agli esuli e ai loro discendenti, se oggi – pur con estrema lentezza – questa vicenda è riuscita ad uscire dall'ombra e viene riconosciuta da tutto il Paese come un capitolo della nostra storia nazionale, di cui fare memoria. Ancora oggi, questa pagina storica crea divisioni. Resistono, nonostante i decenni ormai trascorsi, sacche di nazionalismo e di ideologia. Eppure, credo che il rischio più grande oggi non sia più rappresentato da chi si oppone al ricordo, quanto dall'indifferenza, un rischio ben più insidioso. Occorre il massimo impegno, non solo delle istituzioni, ma anche delle scuole e della società civile, affinché giovani e meno giovani abbiano la possibilità di conoscere anche questa triste vicenda. Per imparare che l'odio, la vendetta, la discriminazione - di qualunque tipo - non fanno che generare altro odio e violenza. Anche per questo, ringrazio oggi la Comunità giovanile Aprilia Giovani che ha avanzato tempo fa la richiesta di un luogo che conservi la memoria di quei fatti storici. E le associazioni La Lestra e gli Amici degli Esuli Giuliano Dalmati che hanno sposato questa iniziativa".