«E' un giornata di festa, una festa per l'intera comunità che voglio, a nome di tutti, condividere con i cittadini, con l'amministrazione, e con gli enti e le istituzioni che oggi hanno voluto prendere parte a questa inaugurazione». Con queste parole il sindaco di Norma ha dato il via al taglio del nastro della nuova scuola dei Colli: «Se penso che due anni fa venivamo investiti dalle prime notizie dei contagi e dei decessi, sono sicuro che da qui, da questa scuola, possa partire un messaggio di speranza, di ottimismo e di ripresa».

Dopo l'incontro in Comune la cerimonia si è spostata in via dei Colli: «Voglio ringraziare l'ex sindaco Mancini e la sua amministrazione che nel 2007 volle fortemente questo progetto. Devo anche ringraziare l'amministrazione che ci ha preceduto, quella di Gianfranco Tessitori che questo progetto, nel puro spirito di continuità, l'ha portato quasi a compimento». La scuola infatti, ha ricevuto il collaudo solo tre giorni fa e in queste ultime settimane in Comune si sono fatti i passi definitivi come, per esempio, l'istituzione del senso unico per garantire al traffico di scorrere e di farlo in sicurezza, soprattutto per gli alunni. «Una scelta condivisa con i residenti delle due vie interessate» ha tenuto a sottolineare Dell'Omo come a scansare qualche piccola polemica dall'opposizione. «A settembre in questo nuovo plesso si trasferiranno la scuola media e l'asilo, per le elementari - che oggi occupano un immobile che ha quasi cento anni - aspettiamo un po'». Al taglio del nastro erano presenti il Prefetto di Latina, il Questore, il comandante provinciale dell'Arma, la Guardia di Finanza, rappresentanti della Comunità Montana, il consigliere La Penna per la Regione, l'assessore comunale di Cori e consigliere provinciale Ennio Afilani, rappresentanti dei comuni di Cori, Cisterna, Rocca Massima, Sermoneta e Bassiano.

Il nuovo destino delle medie
Se il nuovo plesso «da cantiere edile diviene cantiere di comunità per far crescere i nostri ragazzi» ecco che la scuola media che sarà liberata potrà divenire un «centro sociale e culturale oltre al centro che accolga i servizi sanitari - ha spiegato Dell'Omo -. Nel plesso infatti vogliamo, in accordo con la Asl, aprire un ambulatorio. Qui si trasferirà anche la sala prelievi e la sede comunale dell'Avis. Ci teniamo tanto - ha voluto precisare il sindaco in merito al trasferimento dell'Avis che lascerà posto alla caserma dell'Arma - perché è una delle migliori sezioni del Lazio e merita tutta l'attenzione possibile e crediamo che inserirla in un polo ambulatoriale possa essere la scelta giusta. L'altra ala - continua Dell'Omo, ospiterà il centro diurno dei ragazzi con handicap chiuso da due anni». Qui il sindaco mostra anche un certo ottimismo condito da soddisfazione perché l'amministrazione starebbe trattando anche una possibile proroga di un finanziamento da oltre un milione e mezzo del 2014 per una Officina dell'arte e dei mestieri (un progetto seguito proprio dall'allora assessore Dell'Omo) per riconvertire il corpo centrale, fondi mai usati e di fatto richiesti indietro dal Ministero a settembre. «Un vero centro sociale e culturale aperto a tutta la comunità».
Il sindaco ha voluto anche lanciare un messaggio di pace da «una piccola realtà che conta zero nello scacchiere internazionale ma che spero si unisca a me nel lanciare un messaggio di pace e contro le guerre e le violenze».