L'Assemblea degli Agricoltori della CIA di Latina svolta presso il Comune di Pontinia, cui hanno partecipato tra gli altri, il Consigliere Regionale Salvatore La Penna e il vicesindaco di Pontinia Massimo Mantova, torna a denunciare la situazione ormai insostenibile delle aziende agricole pontine che, a causa dell'esplosione incontrollata delle materie prime e dei prodotti energetici, non sono più in grado di continuare a produrre.

"Gli agricoltori non hanno mai smesso di lavorare durante il terribile periodo di Pandemia e nonostante le speculazioni subite e il crollo della domanda e dei prezzi di molti prodotti freschi, hanno continuato a garantire la disponibilità dei prodotti alimentari ai cittadini assicurando a tutti i beni di prima necessità – si legge nella nota della Cia - In questo periodo drammatico tutti hanno compreso l'importanza che ha l'agricoltura per il nostro Paese: assicurare il cibo alla popolazione nonostante la chiusura di interi settori economici e il blocco di moltissime attività economiche e sociali. Purtroppo l'aumento insostenibile delle materie prime necessarie alla coltivazione e alla continuità dei cicli produttivi, aggrava una situazione già molto difficile e rischia non solo di far chiudere molte aziende agricole ma anche di determinare una forte contrazione degli investimenti e delle attività di produzione a scapito dei consumatori e dell'intero sistema Paese. La nostra è un'agricoltura moderna e con altissimi e standard di qualità che necessitano di continui investimenti, un alto impiego di capitali e forza lavoro per unità di superficie. Ci aspettiamo una riduzione di oltre il 30% delle semine e una forte contrazione delle attività di allevamento zootecnico. Ormai i compensi agli agricoltori ed agli allevatori non riescono a coprire neanche i costi di produzione visto il balzo dei beni energetici che si trasferisce quotidianamente sui bilanci delle aziende agricole costrette purtroppo a vendere sotto costo. Temiamo seriamente di essere solo all'inizio di una crisi ben più grave determinata da ulteriori aumenti dei costi provenienti anche dalla Pubblica Amministrazione che rischiano di rovesciarsi sulle imprese aggravando un quadro già fortemente compromesso.

Pertanto chiediamo: 1) Alle Istituzioni Centrali e Locali la massima attenzione e vigilanza affinché non si determini un effetto "domino" con aumenti a catena di tutti i costi della Pubblica Amministrazione che si rovesceranno inevitabilmente su imprese e cittadini. È di questi giorni, per esempio, la notizia dell'aumento dei costi dei diritti istruttori ed amministrativi di alcuni Comuni della Provincia di Latina. 2) la piena applicazione del Decreto legislativo n.198 del 08/11/2021 contro le Pratiche Sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola; 3) un piano straordinario di sostegno per l'intera Agricoltura regionale ancora una volta anello debole della Filiera agroalimentare. 4) L'utilizzo delle ingenti risorse previste dal PNRR non solo finalizzate a finanziare progetti strutturali ma, in parte, da destinarsi ad alleggerire l'effetto dell'esplosione dei costi di produzione; 5) L'immediato trasferimento agli allevatori produttori di latte vaccino dei 4 centesimi di aumento previsti dall'accordo dello scorso dicembre 2021".