Si allungano sensibilmente i tempi per la verifica delle schede elettorali di alcune sezioni di voto del Comune di Latina, verifica disposta dal Tar in accoglimento dei due distinti ricorsi presentati rispettivamente da due candidati e un cittadino elettore il primo, e dal candidato Antimo Di Biasio il secondo.

Relativamente al primo ricorso, quello proposto da Giovanni Monterubbiano, Emilio Cerci e Alessandro Rossi, i giudici del tribunale amministrativo avevano incaricato la Prefettura di Latina di provvedere al riconteggio delle schede elettorali in 33 delle 116 sezioni elettorali del capoluogo, perché stando a quello che sostengono i ricorrenti e che i dati dei verbali di scrutinio sembrano confermare in pieno, i conti sulla somma delle schede vidimate, quelle effettivamente utilizzate dagli elettori e quelle annullate, non tornano. E non tornano in maniera vistosa, perché le schede che mancano all'appello sono complessivamente oltre tremila. E quando si parla di schede, si parla di voti. E dal momento che il primo turno elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e l'elezione del sindaco di Latina si era chiuso con il candidato favorito, Vincenzo Zaccheo, attestato sulla soglia del 49%, a soli 800 voti del traguardo del 50,1 per cento che gli avrebbe regalato l'elezione a primo cittadino, i giudici hanno ritenuto doveroso accertare la sussistenza dei rilievi proposti dai ricorrenti attraverso gli avvocati Tonj De Simone e Biagio Coppa.
La Prefettura aveva fissato per lunedì 14 marzo la data dell'avvio delle operazioni di riconteggio delle schede, ma da Piazza della Libertà è arrivata la comunicazione che a causa del Covid la data slitta di quindici giorni, e dunque se ne riparlerà il 28 marzo. Verosimilmente il funzionario incaricato di sovrintendere alle operazioni disposte dal Tar è rimasto contagiato, ed evidentemente la Prefettura non dispone di un altro funzionario per la sostituzione.

La stessa cosa accade per l'altro ricorso, quello presentato da Antimo Di Biasio, candidato in una lista di sostegno a Damiano Coletta, lista che aveva espresso due consiglieri comunali e Di Biasio si era piazzato al terzo posto, dietro Simona Lepori. Quando quest'ultima aveva optato per l'assessorato, di fatto rinunciando all'incarico di consigliere, Di Biasio aveva ritenuto di poter subentrare, ma inaspettatamente gli era stato fatto notare che i voti a lui attribuiti non erano quelli pubblicati sul sito ufficiale del Comune di Latina, ma 9 in meno. Quanto bastava perché Di Biasio venisse sorpassato da Nazzareno Ranaldi, che è stato quindi nominato consigliere comunale al suo posto. Secondo lo stesso Di Biasio, assistito dall'avvocato Simona Giansanti, i voti «spariti» sarebbero facilmente rintracciabili in cinque delle 116 sezioni scrutinate. Anche lì il Tar ha disposto il riconteggio in Prefettura, e anche stavolta da Piazza della Libertà è arrivato alle parti l'avviso di posticipazione della data di inizio delle operazioni di verifica delle preferenze in cinque sezioni.
Se lo slittamento causa Covid è facilmente comprensibile per un evento previsto tra due giorni, riesce invece più difficile capire come un appuntamento previsto per il 28 marzo venga fatto slittare anche quello per il Covid. La sola spiegazione è che il Covid in questione sia lo stesso invocato per il posticipo delle operazioni fissate per lunedì, magari perché nelle intenzioni della Prefettura vanno conteggiate prima le schede delle trentatrè sezioni indicate dai ricorrenti Monterubbiano, Cerci e Rossi, e soltanto successivamente quelle delle cinque sezioni contestate da Di Biasio.
Resta il fatto che una questione da risolvere in fretta rischia di protrarsi fino alle prossime elezioni, e questo non depone a sostegno del minimo di attenzione che l'elettorato meriterebbe.