Dietro la volontà dell'amministrazione comunale di trovare al più presto un accordo sul caso ex Flavia ‘82, dopo anni di battaglie, si cela un'urgenza: quella di sbloccare 2,4 milioni di euro dell'ente di piazza Roma attualmente congelati in banca.
Il conto del Comune di Aprilia è stato infatti pignorato per quella cifra dalla società, che a inizio gennaio ha emesso una richiesta di pignoramento da 3,3 milioni di euro che è andata a segno per la parte bloccata, visto che quelle somme si trovavano nella disponibilità dell'ente. A spiegarlo sono stati giovedì in commissione Finanze l'avvocato Massimo Sesselego (responsabile dell'ufficio Avvocatura) e il sindaco Antonio Terra, che hanno illustrato i termini dell'accordo transattivo che la coalizione intende chiudere: 1,7 milioni di euro da pagare alla società in 5 rate annuali per gli indennizzi relativi alla risoluzione della convenzione edilizia per le abitazioni nella zona 167. «L'accordo - ha spiegato l'avvocato Sesselego - è più basso di 1,5 milioni di euro rispetto alla sentenza del giudice. Inoltre non prevede né sorte, né interessi e spese legali per non incorrere in ipotesi di danno erariale, oltre a una dilazione in 5 anni».
Il Tribunale civile di Latina nel 2018 ha infatti condannato l'ente di piazza Roma a riconoscere 3,3 milioni di euro alla Flavia ‘82, una sentenza arrivata dopo un procedimento al Tar di Latina che invece aveva visto vittorioso il Comune. Per la maggioranza civica ci sarebbero però altre carte da giocare: il giudizio in appello è ancora pendente (l'udienza è fissata a gennaio 2023) ed eventualmente si potrebbe anche ricorrere in Cassazione, ma a complicare la battaglia legale c'è appunto il pignoramento già andato a segno.
Diversi sono però i dubbi su questa transazione come per esempio quelli espressi dal consigliere Mauro Fioratti Spallacci, uno dei più critici in maggioranza rispetto alla possibilità di un accordo. «Abbiamo fatto un errore sul caso dell'esproprio Salini (in quel caso Fioratti non votò la transazione, ndr) e rischiamo di farne uno simile con l'ex Flavia ‘82. Quei palazzi - ha detto il capogruppo di Aprilia Domani - a mio giudizio non possono valere 3,3 milioni di euro come stabilisce la sentenza e la perizia del Ctu, perché lo stato era fatiscente. Perciò vorrei capire quanto tempo ci vorrà per avere un giudizio della Cassazione».
Se il consigliere Fioratti Spallacci è pronto a rilanciare, convinto della bontà della battaglia intrapresa a suo tempo dalla giunta D'Alessio, non appare dello stesso avviso il sindaco Antonio Terra che spinge invece per la conclusione del contenzioso. «Il pignoramento della società è andato a segno in parte dopo diversi tentativi andati a vuoto. Se ciò è accaduto - afferma Terra - è perché non eravamo in anticipazione di cassa, ovvero con lo scoperto in banca. E ciò vuol che in questi anni abbiamo ridotto il ricorso alle anticipazioni, portando la situazione finanziaria dell'ente a un livello decoroso. L'ipotesi di accordo è positiva perché abbiamo chiuso una trattativa al ribasso di circa 700 mila euro rispetto all'importo pignorato. Ma soprattutto ci permette di rateizzare il debito su cinque anni, mentre i 2,4 milioni di euro pignorati comporterebbero a fine anno l'approvazione di una variazione di bilancio spaventosa».