La vicenda che ruota intorno alla vendita dell'hotel "Lo Smeraldo" di Ventotene, e che ha visto arrivare sull'isola ben otto militari della Guardia di Finanza, merita un approfondimento dei fatti, che vanno oltre il sequestro avvenuto qualche giorno fa. Prima di essere notaio affermato, ex sindaco del Comune di Ventotene, Gerardo Santomauro tiene a precisare alcuni passaggi fondamentali che sono sfuggiti alle cronache dei giornali e forse agli inquirenti, proprio per la loro valenza investigativa. La famiglia Santomauro, come è risaputo, opera nel settore ricettivo da oltre cinquanta anni, sin da quando cioè il turismo sull'isola del vento muoveva i primi passi, ed ha rilevato l'albergo (chiuso qualche anno fa per difficoltà finanziarie legate alla precedente gestione) nell'ambito di una procedura concorsuale. La vicenda dunque va analizzata su due fronti: il concordato preventivo e il sequestro della Guardia di Finanza.

L'ex primo cittadino dell'isola, in via preliminare, ha però voluto raccontare un episodio che ritiene significativo e che non andrebbe sottovalutato, accaduto la sera del 27 dicembre del 2021, quando si verificò un incendio nei pressi della struttura. Un rogo, probabilmente di origine dolosa, che per fortuna venne subito spento grazie al celere intervento della Protezione Civile e dei Carabinieri, accorsi per accertare l'accaduto. Erano diversi anni, infatti, che non c'era stata manutenzione, per cui l'area circostante era piena di materiale di ogni tipo, compresi sterpi, arbusti e canneti, facilmente infiammabili. La preoccupazione per la società della famiglia Santomauro a quel punto fu di mettere in sicurezza l'area. <Ci siamo attivati presso i Carabinieri e la Protezione Civile che domò le fiamme, e solo per questo si è evitato il peggio, perché il rogo avrebbe potuto avvolgere e compromettere la struttura alberghiera – ha spiegato Gerardo Santomauro. La società STD srl, che gestisce l'albergo, il cui amministratore unico è mio fratello Antonio Santomauro, si è subito data da fare per pulire l'area circostante, piena di rifiuti e materiale ferroso accumulatisi negli anni e, tra questi, anche dei bomboloni del gas dismessi, che sono stati messi in sicurezza>. La Guardia di Finanza che è intervenuta, al termine del sopralluogo, ha contestato che erano stati effettuati dei lavori senza permesso, ovvero del movimento terra che invece, come ha

spiegato Gerardo Santomauro, serviva per realizzare proprio una barriera frangi fuoco. <L'azione della STD srl era tesa a mettere in sicurezza la struttura alberghiera e non solo, in quanto vicino ci sono anche le case popolari – ha continuato. Nessuna volontà quindi di commettere un illecito urbanistico. La Guardia di Finanza che è intervenuta, a mio avviso, è stata indotta in errore da chi ne ha chiesto l'intervento, che le ha prospettato una situazione diversa rispetto a quella che i militari immaginavano e che poi hanno trovato. Chi ha chiesto il loro intervento si è preoccupato bene di fare apparire una realtà diversa e sulla base della quale loro hanno proceduto al sequestro>. Una trasparenza e liceità che lo stesso Santomauro ha voluto evidenziare con il fatto che il personale che stava lavorando per pulire l'area era in regola e nessun lavoratore era assunto a nero. Questa la precisazione con riguardo all'intervento della Finanza, che è finito con il sequestro della porzione di giardino.

Poi il ragionamento si sposta sulla questione dell'asta dell'albergo. E per Santomauro è come ripercorrere lo stesso copione, con gli stessi protagonisti, ma con un film dalla trama diversa. <Pietro Pennacchio (firmatario dell'esposto querela che ha puntato il dito contro la procedura concorsuale ndr) anni addietro – ha raccontato l'ex primo cittadino e notaio - presentò un esposto contro il sottoscritto, quale sindaco, che determinò l'intervento della Guardia di Finanza di Ventotene, ed anche il quel caso rappresentò dei fatti secondo una ricostruzione fantasiosa. All'epoca al comando della tenenza c'era il maresciallo Antonio Merolla, il quale avviò un'indagine nei confronti del sottoscritto e che si è conclusa con un nulla di fatto, stante la sentenza di non luogo a procedere del 25 novembre 2021, con cui il Giudice per le Indagini Preliminari di Cassino ha chiarito l'assoluta irrilevanza penale dei fatti ricostruiti dalla tenenza di Ventotene. Anche in quella circostanza, come in quelle attuali, vi era stato un esposto di Pennacchio, sempre alla stessa tenenza di Ventotene. Ora, come allora, c'è stata una evidente montatura, tesa a travisare i fatti nella loro realtà e ad indurre in errore gli inquirenti e, quindi, mi auguro che anche in questo la Magistratura addivenga alla corretta ricostruzione dei fatti >. Entrando poi nel merito del presunto blocco della procedura di aggiudicazione dell'asta con una PEC, l'ex primo cittadino aggiunge:

<Anche in questo caso siamo assolutamente al di fuori di ogni ipotesi prospettata. L'asta si è bloccata perché questo è un effetto legale del concordato preventivo – ha sottolineato Santomauro. Tutti i concordati preventivi bloccano le procedure esecutive individuali. Lo dispone la legge. Ed è quello che è accaduto con la procedura di concordato preventivo per l'albergo "Lo Smeraldo". Il concordato preventivo si è chiuso al doppio della cifra a base d'asta della procedura esecutiva individuale interrotta. Il concordato ha, quindi, dato un maggior ristoro a tutti i creditori. L'omologa giudiziale, a valle del concordato preventivo, significa poi che il Tribunale ha controllato la legittimità di tutti i passaggi. Capisco che ciò possa avere dato molto fastidio a chi voleva aggiudicarsi il bene ad un prezzo stracciato. Anche per questa vicenda - ha concluso - ripongo la massima fiducia nella Magistratura e auspico che i vertici delle forze dell'ordine vigilino su di essa e su tutti gli sviluppi futuri>.