Si infiamma il dibattito sul futuro del nuovo palazzetto dello sport, opera quasi completata dopo anni di attesa. Nei giorni scorsi la lista Piazza Civica, gruppo all'opposizione della giunta Terra, ha criticato l'intenzione del Comune di privatizzare la gestione del futuro impianto sportivo, chiedendo all'amministrazione comunale di aprire un tavolo con il Coni per mantenere la gestione pubblica. Una posizione alla quale ribatte duramente il sindaco Antonio Terra, che manifesta invece la volontà di proseguire sul solco tracciato e non risparmia critiche agli ex alleati. «La scelta di predisporre un bando - afferma Terra - per l'affidamento parte da lontano, l'idea venne illustrata dall'assessore allo Sport alcuni anni fa. In quella riunione di maggioranza c'erano anche i consiglieri e gli allora assessori di Piazza Civica e nessuno di loro si mostrò contrario, nelle riunioni non hanno mai chiesto di percorrere una strada diversa. Oggi invece propongono un tavolo con il Coni, probabilmente adesso si mostrano contrari solo perché si trovano all'opposizione».
Secondo il primo cittadino dunque la posizione del gruppo di minoranza è incoerente, perché in questi anni non hanno mai avanzato soluzioni alternative. Piazza Civica però nel suo intervento chiede all'amministrazione comunale anche altri impegni, come un'azione di vigilanza rispetto alla realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria (strade e fogne) necessarie per collegare la zona di via Carroceto al quartiere Toscanini, evitando un appesantimento del traffico già evidente davanti alla zona dei licei durante le ore di entrata e uscita degli studenti. «Noi stiamo vigilando sulle opere di tutta la città e infatti, malgrado un periodo difficile a livello economico anche per le aziende edilizie, abbiamo avuto la capacità politica - continua - di ottenere le opere pubbliche prima della realizzazione dei palazzi. In quella zona poi la proprietà 30 Stelle ha già realizzato le infrastrutture, le fogne, le strade di collegamento e una rotonda, è stata edificata anche la base della Nasu. E questo, voglio dirlo con forza, si è verificato pochissime volte ad Aprilia. Anche perché non dobbiamo dimenticarci che la società, secondo la convenzione originaria del 1998, avrebbe dovuto realizzare un intero quartiere da 500.000 metri cubi: ovvero 30 palazzi. Invece dopo tre palazzi hanno edificato un palazzetto dello sport, che è un'opera in più rispetto alla convenzione. Vanno apprezzati per ciò che hanno fatto, hanno mantenuto un impegno in un momento difficile per l'economia italiana».