Un intervento finalizzato alla messa in sicurezza dell'area attraverso la demolizione del muro di cinta che circonda la ex Freddindustria di via Enna.Un intervento programmato da tempo e finalizzato a rendere l'area più sicura, ma che ha calamitato l'attenzione dei residenti, che da tempo attendono interventi sull'area per la demolizione dei capannoni, ma che non è passato inosservato dal momento che il comparto occupato dalla ex fabbrica situata in una zona ormai centrale della città rientra tra le zone incluse nei piani Pinqua (Programma innovativo per la qualità dell'abitare), in particolare nel progetto privato che prevede la creazione di un'area residenziale al posto dei capannoni dismessi.
Un progetto, quello del Pinqua che proprio in relazione al piano che contempla una commistione tra interventi pubblici e privati, è stato oggetto di critiche e perplessità ma che per i fautori è importante perché permetterà di riqualificare una zona della città rimasta nel degrado per molto tempo, soprattutto nel periodo in cui i capannoni erano utilizzati come riparo da persone senza fissa dimora, allontanate con lo sgombero predisposto alcuni mesi fa. Sicuramente lo sgombero non ha risolto i problemi di degrado di un'area che, presentando vari progetti mai andati a segno, i nuovi acquirenti hanno provato più volte a trasformare in cubature residenziali.  Solamente qualche mese fa il piano Pinqua, che ha ottenuto un finanziamento di 15 milioni di euro, ha portato all'approvazione preliminare del progetto che prevede tra l'altro proprio la realizzarne di nuovi appartamenti al posto della ex Freddindustria. Tuttavia, l'intervento che è stato posto in essere dai proprietari venerdì mattina non riguardava direttamente il piano di qualificazione, per il quale bisognerà comunque ottenere un voto del Consiglio comunale per il cambio di destinazione d'uso. I lavori invece si sono resi necessari per ragioni di sicurezza, perciò si è proceduto con la demolizione del muro di cinta che delimita i fabbricati. A procedere alla demolizione i mezzi della ditta Stradaioli che per l'intera mattinata hanno lavorato presso il sito trasformando il muro di cinta in un cumulo di macerie.