C'è di più di un rischio legato alla possibilità che la riqualificazione dell'area dell'ex Autolinee in via Pio VI da 11 milioni di euro possa sfumare in seguito ad una determina del dirigente dei lavori pubblici e su input dell'assessore Pietro Caschera. Il progetto dello studio romano Wise Design, che si proponeva di realizzare una piastra commerciale al di sopra di un parcheggio interrato da 350 posti auto, è uno dei quattro che figura tra interventi del bando ministeriale per le periferie nel programma ‘Latina anche città di mare', tutti approvati con singole delibere di giunta nel 2016 (tutte espresse come atti di intenti), un pacchetto da 18 milioni di euro comprensivo di infrastrutture, opere edilizie, progetti di mobilità e progetti immateriali per l'inclusione sociale.

Una programmazione che vive di proroghe e ripensamenti da sei anni e di cui ancora non è stata concretizzata alcuna opera. Il progetto per via Pio VI, nato dall'esigenza di dotare il Comune di Latina di una nuova infrastruttura destinata a parcheggio a servizio della ZTL del Centro storico della città per ampliarla e consegnarla ad uso moderno per il tempo libero, per la relazione e per il lavoro, è tra i 4 interventi da realizzarsi con risorse private attraverso procedure ad evidenza pubblica tra cui figurano anche la riqualificazione dell'area del mercato settimanale di via Rossetti da poco più di 6 milioni di euro. Nessuno di questi progetti privati è proseguito negli iter necessari e anche questo potrebbe costituire un vulnus nel programma perché una delle condizioni era attivare almeno una parte di questi interventi. Il nodo è proprio qui: rinunciare a questo progetto per le difficoltà di portarlo avanti e per evitare di affidare ad una iniziativa privata il compito di intervenire in maniera sostanziale sull'assetto del centro storico, potrebbe inficiare tutto il pacchetto degli interventi del bando delle periferie perché senza questi interventi pubblico-privato non si sarebbe potuto presentare richiesta di finanziamento. Circostanza che sarà stata sicuramente valutata dall'ufficio, anche se ancora non sono noti del tutto i motivi di questo dietrofront per una realizzazione che era stata caldeggiata molto da Lbc durante la precedente consiliatura. Ne avevano illustrato le potenzialità l'ex assessore ai lavori pubblici Emilio Ranieri e l'ex presidente della commissione urbanistica Celina Mattei sottolineando che il progetto procedeva nel suo iter nell'attesa di arrivare in consiglio: «Tutti i progetti di riqualificazione delle principali città europee - scrissero poco più di un anno fa - sono stati possibili solo grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, in condizioni di forte partecipazione e condivisione tra le parti. Non si tratta di urbanistica improvvisata ma di un percorso che ha coinvolto imprenditori e professionisti che lavorano in realtà europee e concepiscono questi progetti culturali in contesti sensibili come il risultato di un'analisi dettagliata e concreta». Il progetto però non è andato avanti, non si sa se per difficoltà tecniche o politiche. Non sfugge infatti che il Pd non abbia mai gradito questo tipo di approccio al restyling dell'area di via Pio VI, quel Pd che oggi è alleato di Coletta ed esprime proprio l'assessore ai lavori pubblici.