Aprilia compie 86 anni. Ieri, insieme alle celebrazioni per il 25 aprile e per la Liberazione dal nazifascismo, la città ha festeggiato anche il giorno della sua fondazione.  L'amministrazione comunale ha organizzato, finalmente senza restrizioni, la consueta cerimonia. Dopo la messa presso la chiesa di piazza Roma, il corteo ha raggiunto il monumento ai caduti dove è stata deposta la corona di alloro. Con il primo cittadino Antonio Terra e i componenti della Giunta comunale, c'erano i vertici delle e Autorità Civili e Militari (Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza e Polizia locale), Associazioni Combattentistiche e d'Arma e l'Anpi. Anche molti cittadini hanno voluto prendere parte alla manifestazione. Il programma prevedeva il raduno in piazza Roma alle 10, poi la Messa presso la Chiesa San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti. Alle 11 con l'inno italiano è stata deposta la Corona d'Alloro al Monumento ai Caduti di Piazza della Repubblica a cui hanno seguito i saluti istituzionali del sindaco Antonio Terra. La manifestazione si è conclusa con l'esibizione della Fanfara dei Bersaglieri di Aprilia in piazza Roma.
«Viva L'Italia, viva l'Europa - ha salutato il 25 aprile il sindaco Antonio Terra - buon Anniversario alla nostra amata città di Aprilia». Poco prima aveva lanciato un messaggio di pace da gridare con forza in un momento come quello attuale: «Il 25 aprile ha per noi apriliani un sapore particolare. Oggi celebriamo il compleanno della nostra amata città e ricordiamo il sacrificio ed il coraggio di quanti hanno prestato la loro opera, e in molti casi la propria vita, per la sua fondazione e la sua ricostruzione. Una città che fu distrutta dalla brutalità della guerra che sul nostro territorio mostrò uno dei suoi volti più cruenti. Intensi scontri e pesanti bombardamenti dilaniarono case, terreni, strade e la serenità di intere famiglie. Così oggi onoriamo anche la memoria dei nostri pionieri che seppero ricostruire questo centro urbano da zero regalandoci la nostra città ed un futuro di libertà. In questi anni, a tal proposito, abbiamo costruito diversi percorsi legati alla nostra memoria e cultura per ricordare tutti questi eventi. Quest'anno la celebrazione del 25 aprile arriva purtroppo in un momento piuttosto complicato per la comunità internazionale che sente risuonare gli echi della guerra. Dopo due anni di Pandemia, caratterizzati dalla lotta al Coronavirus, ci troviamo a fare i conti con una nuova preoccupante sfida. Il conflitto in Ucraina e le immagini alle quali assistiamo ormai da troppi giorni ci angosciano e ci ricordano di quanta cura ha bisogno la nostra democrazia. Di quanta dedizione quotidiana dobbiamo sprigionare per sostenere le colonne delle nostre società libere. L'unica via al conflitto, lo ribadiamo, è quella diplomatica. Che la pace, la democrazia e la libertà possano ancora una volta trionfare».