Quel luogo di culto, nato in una vecchia officina è abusivo perché realizzato senza alcuna autorizzazione di cambio di destinazione o un permesso a costruire. Parliamo della "casa" dei Sikh di Cisterna sita nella zona di Cerciabella. Un'area che lo scorso ottobre è stata utilizzata anche per vaccinare i tanti cittadini indiani che vivono nella comunità cisternese.
A marzo il dirigente del Settore 3, Area urbanistica, l'architetto Luca De Vincenti ha firmato un'ordinanza con la quale si ingiunge al presidente dell'associazione affittuaria del sito il ripristino dei luoghi entro il termine di novanta giorni dal momento della notifica della stessa ordinanza.
L'iter inizia a gennaio 2021 a seguito del sopralluogo degli agenti del comando della Polizia Locale di Cisterna che aveva permesso di accertare diversi abusi. Quel fabbricato industriale di categoria catastale D/7, con annesso piazzale utilizzato fino a qualche anno fa come officina metalmeccanica, successivamente alla cessazione dell'attività, è stato locato all'associazione che ha suddiviso internamente il capannone a mezzo di un telone di plastica in due ambienti (corrispondente a circa 300 metri quadrati), ed effettuato degli interventi di carattere ornamentale, quali la posa in opera di tappeti in stoffa sul pavimento, un controsoffitto eseguito con teli e stoffe; inoltre è stato dotato di un arredamento particolare finalizzato alla celebrazione di cerimonie religiose, mediante l'installazione di un altarino e di altre suppellettili. Tutti elementi riportati nel verbale della Polizia Locale come si legge nell'ordinanza comunale: «Dagli elementi emergenti, l'immobile viene utilizzato come luogo di culto e non solo come sede di attività associativa» e ancora «il rilevante numero di persone, che entra nell'immobile, in occasione delle feste religiose, palesa un utilizzo dei locali che, per la sua incidenza urbanistica ed edilizia, necessita del rilascio di un permesso di costruire».
Adesso l'associazione avrà novanta giorni di tempo per ripristinare i luoghi, altrimenti scatterà una sanzione che potrebbe anche raddoppiare in un caso specifico: «Qualora ricorra il caso della comprovata impossibilità della demolizione delle opere abusive - si legge sempre sull'ordinanza - farà seguito la procedura per l'applicazione della sanzione pecuniaria alternativa pari al doppio dell'incremento del valore di mercato dell'immobile per effetto delle opere abusive».