La scuola annulla l'assemblea e gli studenti insorgono. Succede al liceo G.B. Grassi di Latina, dove la sera del 25 aprile la Rete degli Studenti Medi si è vista recapitare una mail, dalla presidenza della scuola, in merito all'annullamento di un atteso incontro, previsto per il giorno seguente e dedicato al tema della sessualità. Una decisione che non è andata giù ai giovani, tanto che la Rete ha persino inviato una lettera alla presidenza tramite il sindacato studentesco. Immediata la risposta del dirigente scolastico, che smentisce le accuse.
La rabbia degli studenti.


«Ostruzionismo da parte di alcune componenti del corpo docenti e genitoriali»: così, in un comunicato, la Rete degli Studenti Medi denuncia quanto accaduto al liceo, dove è stata «bloccata un'assemblea d'istituto sul tema della sessualità libera e consapevole a seguito di sollecitazioni minacciose» da parte delle sopra citate categorie.
L'incontro era in programma da tempo, come spiegano i giovani, e l'organizzazione degli studenti sembrava essere impeccabile (sempre a detta della Rete). A relazionare sarebbero stati una sessuologa e un comitato antiproibizionista e si sarebbe discusso della sessualità tra i giovani, tema che ancora oggi è considerato un taboo. Inoltre, come sottolineano i ragazzi, chiunque avesse voluto partecipare avrebbe dovuto far firmare una liberatoria ai propri genitori, motivo per cui i giovani non riescono a capire perché l'incontro sia stato annullato. Inoltre, gli studenti contestano il fatto che il dirigente, nella circolare, ha dichiarato di aver preso la decisione in accordo con il corpo studentesco, cosa che - a detta loro - non sarebbe vera.


La versione della scuola
Diversa la versione del dirigente scolastico, Vincenzo Lifranchi, che in prima battuta precisa come il confronto con il rappresentante d'istituto ci sia stato eccome, tanto che il preside lo ha messo nero su bianco in una risposta scritta alla dura mail degli studenti. «Non c'è stata alcuna volontà di oscurantismo - spiega il preside - Si tratta di un'assemblea che avrebbe trattato temi delicati e importanti, tanto che il 25 aprile ho ricevuto circa 30 mail da parte di altrettanti genitori, che hanno eccepito sulla qualifica professionale di alcuni dei relatori invitati a parlare. Abbiamo l'occasione di costruire qualcosa sul tema, con qualcuno più qualificato e proprio su questo mi sono confrontato con il rappresentante d'istituto, a cui ho chiaramente spiegato che si tratta soltanto di un rinvio».