Da oggi, primo maggio, in provincia di Latina, comincia la riassegnazione dei canali del digitale terrestre. Si tratta del cosiddetto Refarming, un termine nato nel contesto delle comunicazioni mobili dove in particolare definisce il passaggio da una tecnologia a un'altra. Nel caso specifico si tratta di un cambio di frequenze e banda di trasmissione. In termini semplici, per gli utenti finali, bisognerà risintonizzare il proprio televisore o decoder digitale terrestre aggiornando la lista canali, oppure , nei casi più complessi, chiamare un antennista per sistemare la ricezione.
Per capire meglio cosa sta succedendo alle frequenze televisive, abbiamo posto qualche domanda al dottor Alberto Sigismondi, Presidente di TivuSat, società controllata da Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV Locali e Aeranti Corallo.

Cosa succederà alle televisioni della provincia di Latina a partire dal 1 maggio e fino al 30 giugno?
«Inizia anche nella vostra provincia il percorso di restituzione della frequenza di banda 700 MHz che è stata attribuita dallo Stato al nascente 5G. L'etere, infatti, è un bene pubblico ed è lo Stato a dare le licenze. La banda di frequenza in questione, su cui attualmente transitano canali del digitale terrestre, va liberata e restituita al Mise che poi la assegnerà al 5G».

E come si libera questo spazio per stare dentro tutti i canali?
«In pratica sta succedendo che bisogna garantire lo stesso numero di canali e la stessa qualità con solo 12 frequenze, 8 in meno di prima. Per farlo l'unico modo è quello di utilizzare un sistema di algoritmi di compressione diverso. Pertanto si passerà dalla codifica digitale Mpeg-2 alla codifica Mpeg-4. Questo è un algoritmo più efficiente in quanto permette di mantenere più canali su una stessa quantità di banda».
Cosa dovranno fare in concreto i cittadini?
«Bisognerà fare una risintonizzazione del proprio dispositivo, che sia il televisore o un ricevitore digitale terrestre. E potrebbero essere necessario farlo più volte. La cosa più complicata sarà quella dei conflitti che si verranno a creare per alcuni canali. L'esempio più importante, per il vostro territorio, è quello di Rai3. Sulla banda di frequenza vi potrebbe chiedere se volete posizionare Tg3Lazio o Tg3 Campania, ad esempio. Se state facendo la sintonizzazione manuale sarete in grado di scegliere, con quella automatica, che magari avviene di notte, il sistema fa come vuole e potrebbe mettervi un canale che non è quello giusto».

Ma sarà necessario cambiare il televisore?
«Al momento no, se con quello attuale si vedono i canali in HD. Il bonus previsto dal Governo è finalizzato ad arrivare alla scadenza del 2023 quando sarà abbandonato il sistema Dvtb per passare al Dvtb2. In questo senso vanno aggiornati i televisori più vecchi, che sono in Italia circa 22 milioni. Un numero enorme, circa la metà di tutti i televisori presenti , che sono oltre 44 milioni. È facile comprendere quanto sia complicato il tutto e perché lo Stato ha previsto degli incentivi. Ma ripeto questo è un percorso per il quale c'è ancora tempo, andrà a regime l'anno prossimo».
Che problemi potranno trovare i cittadini, in particolare chi vive sulle isole o sulle zone montuose o collinari della provincia?
«Ripeto, il rischio è non vedere più alcuni canali e dunque bisogna risintonizzare il televisore o decoder, anche più volte per diversi giorni. Ci sarà un po' di turbolenza. In alcuni casi non va escluso che possa essere necessario l'intervento di un antennista, soprattutto se gli impianti sono datati e il segnale non è buono in ricezione. Per chi vive sulle montagne o comunque in zone impervie, il consiglio mio è quello di passare alla parabola, a Tivusat che è completamente gratuita con migliore qualità. Si vedono infatti tutti i canali italiani, tanti in HD, alcuni canali in 4K e in più molti canali stranieri».