Il caso
04.05.2022 - 16:00
Le scadenze delle concessioni balneari saranno probabilmente prorogate dal 31 dicembre 2023 alla fine del 2025. È quanto emerge dalle parole del ministro al Turismo Massimo Garavaglia, che in un incontro pubblico a Riccione ha dichiarato che sarà complesso pubblicare le gare per le concessioni entro il prossimo anno, come inizialmente previsto.
L'Italia farà ancora attendere la Commissione europea, che da anni chiede di intervenire sulla questione delle concessioni balneari, tanto che persino il Consiglio di Stato si era pronunciato fissando i limiti dei rinvii a disposizione del Governo.
Per esempio, nel capoluogo pontino, la stragrande maggioranza degli stabilimenti paga tra i 1.000 e i 5.000 euro anno, fatta eccezione per una struttura dove il canone è superiore ai 10mila euro all'anno, mentre ce ne sono due che, addirittura, pagano meno di 1.000 euro.
Lo stesso sembra accadere nel resto della costa pontina, da Sabaudia e fino a Terracina, mentre a Fondi si registra il maggior numero di stabilimenti che pagano meno di 1.000 euro all'anno: sono 10, contro i quattro che pagano tra i 5.000 e i 10.000 euro e i 26 che pagano tra i 1.000 e i 5.000 euro.
A Sperlonga continuano a dominare i canoni tra i 1.000 e i 5.000 euro, mentre da Gaeta a Minturno la situazione cambia, con una predominanza di stabilimenti con canoni superiori ai 10.000 euro, ma una presenza comunque importante di strutture che pagano tra i 1.000 e i 5.000 e tra i 5.000 e i 10.000 euro all'anno.
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