Avrebbe dovuto decidere entro i 120 giorni successivi al conferimento dell'incarico, avvenuto il 2 dicembre 2021. Ha sforato un po' sui tempi, ma il Commissario regionale Illuminato Bonsignore ha fatto quello doveva: individuare i siti più idonei sul territorio pontino dove collocare l'impianto di raccolta del materiale inerte residuo del trattamento meccanico biologico dei rifiuti indifferenziati. Nessuno vorrebbe chiamarla discarica, perché tecnicamente è qualcosa di diverso dall'idea di discarica che ci ha accompagnato negli ultimi quarant'anni, ma tutti, a cominciare dai sindaci, continuano a chiamarla così per aiutarsi ad allontanare dai territori dei rispettivi comuni il rischio di dover ospitare un impianto su cui vige il pregiudizio della servitù sporca, maleodorante e dannosa, anche se non è più così.


In ballo c'è l'autosufficienza della provincia in materia di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, che significa anche ottimizzazione dei costi e della logistica, e dunque risparmio per i cittadini, ma la resistenza è ancora forte, almeno quanto l'arretratezza culturale prevalente in materia.

Comunque sia, l'obiettivo va raggiunto, e proprio in questi giorni il Commissario Bonsignore è venuto a capo della complessa questione: esaminata la rosa di proposte fornita dall'amministrazione provinciale già durante la presidenza Medici, e valutate le caratteristiche degli otto siti indicati da Via Costa, Illuminato Bonsignore ha individuato la terna dei siti più idonei. Si tratta di due cave dismesse, una sul territorio di Aprilia, in località Puntoni, e una sul territorio di Cisterna, in località Sant'Angelo. C'è poi una terza opzione, ed è il sito industriale ex Goodyear, anche quello a Cisterna.
Dal punto di vista logistico, se davvero da questa terna di ipotesi non si può uscire, sarebbe una sciocchezza non scegliere la cava che si trova ad Aprilia, perché se in discarica possono essere conferiti soltanto gli inerti derivanti dal trattamento meccanico biologico, non si può non considerare che l'unico impianto in provincia di Latina che effettua questo tipo di trattamento è Rida Ambiente, che si trova appunto ad Aprilia, e dunque sarebbe quanto meno inopportuno imporre una spesa di percorrenza ad un servizio che può essere effettuato praticamente a kilometro zero, senza dimenticare che decine di automezzi che si spostano producono fattori inquinanti che sarebbe meglio ridurre al minimo.

Si tratta di valutazioni che molto probabilmente costituiranno l'oggetto del confronto previsto per la metà della settimana in arrivo; la convocazione è arrivata direttamente dall' assessore regionale per i rifiuti Massimiliano Valeriani, che incontrerà il Commissario Bonsignore e il presidente dell'Amministrazione provinciale Gerardo Stefanelli.
L'assessore Valeriani sembra essere molto determinato: dalla riunione si uscirà con la scelta definitiva del sito che ospiterà il nuovo impianto che consentirà di chiudere il ciclo dei rifiuti in provincia di Latina. Resta l'incognita delle valutazioni politiche: le resistenze delle popolazioni e dei comitati manifestate negli ultimi anni verso l'eventualità di dover ospitare impianti funzionali alla gestione dei rifiuti avranno un peso sulla scelta della Regione?
L'assessore preferirà scontentare Aprilia oppure Cisterna? O finalmente si adotterà la soluzione tecnicamente e logisticamente più idonea?