Nata a Genzano di Roma il 15 maggio 1922, ha avuto giusto il tempo di compiere dieci anni prima di essere catapultata con la famiglia nella terra bonificata dove erano in corso i lavori per la costruzione di Littoria. Da allora, era il 1932, Iris Silvestri ha vissuto e condiviso la nascita e l'evoluzione della città, testimone privilegiata di una storia che si è sviluppata intorno a lei e di cui ricorda perfettamente ogni fase, ogni frammento e ognuno dei protagonisti. Perché Iris, che oggi compie 100 anni, dopo aver frequentato la quinta elementare nella scuola di Piazza Dante, ha cominciato a lavorare con i genitori e i fratelli al Ristorante Impero, il primo della città, dove ancora la si può incontrare seduta dietro al bancone che funge da cassa, la sua postazione di osservatrice scrupolosa e attenta.


«In realtà ho cominciato anche prima che papà Virgilio mettesse su il ristorante – spiega la signora Iris – Con i miei fratelli Osvaldo e Ovidio davamo una mano anche in quella che noi chiamavamo baracca, una specie di mensa per i lavoratori impegnati nella costruzione di Littoria, dove mamma e papà hanno davvero cominciato a fare ristorazione. Il Ristorante Impero nasce nel 1934, l'anno della istituzione della Provincia di Littoria, e non dimenticherò mai il pranzo di quel giorno, con i tavoli allungati sotto i portici della piazza, i 35 camerieri impegnati a correre su e giù e la folla di autorità a tavola. C'era anche il Capo del Governo, sì, Mussolini. Pensi che emozione per una ragazzina di dodici anni come me».

Al Ristorante Impero, soprattutto nel periodo anteguerra, Iris ha incrociato personalità di ogni genere e provenienza: negli anni ‘30 la prima delle città nuove era meta di Capi di Stato, reali, funzionari che arrivavano anche dall'estero e a volte perfino da oltreoceano. «Li ricordo tutti, ero una ragazza e mi perdevo dietro al fascino dell'autorità che emanavano, osservavo i dettagli degli abiti e dei vestiti delle signore. Era un mondo a parte che entrava nella mia vita e in quella della mia famiglia per lo spazio di un pranzo o di una cena prima di finire nell'album dei ricordi e delle emozioni».

Fino allo scorso anno, Iris Silvestri preparava il conto per i clienti, e lo faceva rigorosamente a mano su un bloc notes di 15 x 10 centimetri, con l'inseparabile penna biro. Mai un errore, mai una contestazione, mai temuto il confronto con la calcolatrice, che teneva inutilizzata sul bancone. Oggi si guarda attorno, e nel ristorante vede soltanto donne, in cucina, fra i tavoli e alla cassa.
«E' andata così – spiega Iris sorridendo – E funziona tutto a meraviglia. Non so se siamo più brave dell'altro sesso, ma di sicuro posso dire che ci vogliono delle donne per fare un uomo. Comunque lasciatemi dire che è cambiato tutto, il mondo le persone le usanze e anche le relazioni umane. Lo dico con una punta di rammarico, mi dovete perdonare, ma ho visto e vissuto situazioni migliori di questa attuale. E non chiedetemi se ho voglia di tornare indietro perché vi dico subito di no. Ho imparato a convivere con quello che ho attorno, altrimenti cosa ce li avrei a fare i miei cento anni?»
Però se le domandi a quale periodo del secolo attraversato si sente più vicina, Iris risponde senza esitazione: «Sicuramente il dopoguerra, l'epoca del ritorno alla vita precedente dopo l'umiliazione e la paura dello sfollamento, il momento della ricostruzione. Sono stati anni esaltanti, pieni di energia e felicità, bellissimi. Quelli sì, un po' li rimpiango. Ma la vita cambia, il mondo si evolve, a tratti ti sembra migliore, altre volte no».
Oggi pomeriggio, una volta accontentati i clienti abituali della domenica, il ristorante tirerà giù le serrande e farà festa alla regina dell'Impero.
Buon compleanno, signora Iris, con gli auguri dell'intera città di Latina.