Una condanna, e due assoluzioni e per altre persone finite sotto processo in merito ad alcuni capi di imputazione i giudici hanno disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. E' questa la sentenza del Tribunale di Latina nei confronti di alcuni imputati che dovevano rispondere a vario titolo di associazione per delinquere e anche truffa con gli incidenti stradali e riciclaggio.
Condanna a cinque anni per l'avvocato Pierluigi Palma, ritenuto il presunto responsabile del reato di riciclaggio. Nei confronti di Claudio e Andrea Trotta, anche loro avvocati, è arrivata l'assoluzione, mentre per il padre il perito di infortunistica stradale Stefano Trotta, il cognato Eugen Olariu e Andrea Romani, i giudici hanno disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per la derubricazione di alcuni reati. Ieri mattina si è concluso il processo dell'inchiesta condotta dal pubblico ministero all'epoca dei fatti Raffaella Falcione e gli accertamenti avevano indirizzato la Guardia di Finanza alla scoperta di un raggiro con gli incidenti che aveva portato sul banco degli imputati il perito di infortunistica stradale difeso dall'avvocato Giudetti e altre persone. I fatti contestati erano avvenuti nel 2012 e nel corso della precedente udienza il pm Giuseppe Miliano aveva formulato le sue richieste di condanna con pene che oscillavano tra i cinque e gli otto anni. Il collegio penale presieduto dal giudice Gian Luca Soana e composto dai giudici Elena Nadile e Fabio Velardi, ha disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici nei confronti di Palma e la confisca del profitto dei reati per un valore complessivo di 940.300,59 euro. Nel dispositivo i giudici hanno rigettato le richieste risarcitorie delle parti civili. In base a quanto ipotizzato, l'obiettivo del gruppo era quello di avvicinare le vittime di sinistri stradali, facendosi rilasciare procure per gestire le pratiche dei risarcimenti, intascando la parte più grande e consegnando ai clienti soltanto una minima parte del risarcimento e riciclare in un secondo momento il denaro. Il giro economico era imponente e poteva arrivare fino a quattro milioni di euro.
L'inchiesta della Guardia di Finanza era scattata nel 2014 e ieri è arrivata la sentenza dopo che avevano discusso le difese degli imputati, i legali di Palma, gli avvocati Marino e Vitelli, hanno sostenuto che il proprio assistito avesse delle procure speciali e che non aveva commesso alcun reato. Una volta che si conosceranno le motivazioni sarà presentato ricorso in Appello.