Una prova generale prima dell'inaugurazione vera che dovrebbe avvenire il 30 giugno per i 90 anni dalla posa della prima pietra di Littoria. Maurizio Guercio e Elena Damiani con la ditta Roberto Scalesse che sta curando i restauri, hanno presentato un piccolo resoconto del recupero delle statue di Palazzo M. Statue che raccontano tanto della città di Latina. Tutto nasce da un ritrovamento casuale di Domenico Zerella che ha notato uno strano pezzo chiaro in un mare di frammenti pronti per essere triturati nei pressi del cimitero: la mano della Madre Rurale, "L'Abbondanza". È il punto di partenza per una storia che arriva fino ad oggi e passa per un comitato civico, per l'Art Bonus e per l'impegno di chi ha a cuore questa città.

"Ora speriamo che l'Amministrazione comunale raccolga questo testimone che gli stiamo passando - dice Maurizio Guercio, del Movimento Salviamo le Statue - Abbiamo raccolto 32.000 euro, e anche 1300 euro per la Dafne custodita nei Giardini del Comune. Noi siamo qui, vigileremo e chiederemo di non dimenticare il progetto". Elena Damiani racconta come sono stati condotti i restauri, seguendo il metodo meno invasivo, che ha tutelato perfino i segni lasciati nel bombardamento del 1944. Sono state rimosse le incrostazioni, riattaccati pezzi. Un lavoro sotto gli occhi di tutti, coperto ora da teli che lasciano intravedere l'opera di questi attenti restauratori. Le statue hanno una storia rocambolesca: abbelliscono la Casa del Contadino demolita per far posto alla Galleria Pennacchi. Spariscono, finiscono in un deposito vicino Cisterna e nel 1967 vengono donate al Comune. Da allora sono lì, davanti Palazzo M.

Il restauro è stato anche un momento di studio per scoprire un artista poco conosciuto, l'autore delle statue Ulberico Conti. Negli ultimi due anni questi lavori sono stati raccontati sui social, sulla pagina Facebook "Salviamo le Statue". Un racconto diretto e chiaro del restauro, che forse in tanti non hanno notato. Nell'attesa di vederle di nuovo nel loro splendore, possiamo intravedere qualcosa passeggiando una sera su Corso della Repubblica.