Giornate di sole come ce ne sono in estate illuminano l'ultimo scorcio del mese di maggio e i giorni di esordio di giugno, mentre la bandiera blu sventola alta nel cielo. Sembra tutto pronto per l'apertura della stagione estiva, sebbene i commercianti della zona compresa tra Foce Verde e Rio Martino non si dicano del tutto soddisfatti. Buono l'andamento del singolo e fiducia nelle prospettive dei prossimi mesi, ma critico scoraggiamento dinanzi alla cura della zona anche a così breve ridosso del periodo di affluenza.

Arrivati a Foce Verde, la situazione è visibile da sé, tra cassonetti dell'immondizia pieni tanto da costringere ad abbandonare i rifiuti a terra, erba incolta e sabbia che arriva fin sul marciapiede.

«È un biglietto da visita» commenta uno dei nostri intervistati, e dargli torto diventa davvero difficile. Il Lido di Latina vive di quei pochi mesi estivi e non può permettersi di arrivare ai primi giorni di caldo con situazioni di incuria visibili: se gli interventi di cura del territorio non si concentrassero a ridosso della bella stagione, andrebbe a beneficio dell'immagine della città e, di conseguenza, del turismo. «Ci sarà movimento nei mesi estivi, ma poi finisce là», chiarisce al nostro giornale uno degli operatori del Lido.

«Nelle località balneari di altre zone d'Italia, a maggio, aprile ma anche a settembre ci sono gare di vela, di surf, in modo tale da portare lavoro anche nei periodi in cui non altrimenti non ce ne sarebbe».

Con l'inizio del servizio di pulizia dell'arenile da parte del Comune solo dal primo giugno e le chiusure al traffico del lungomare, non sembra al momento che la città si stia adoperando nello stesso senso. Di recente l'imprenditore Gianluca Boldreghini, proprietario dell'Hotel Fogliano, ha polemizzato in una diretta Facebook proprio contro la decisione di chiudere per l'ennesima volta alla viabilità la strada del lungomare senza previo coinvolgimento degli operatori dei pubblici esercizi, in occasione di un evento di natura sportiva; la mancanza di comunicazione da parte dell'amministrazione si va ad aggiungere al periodo di fermo dovuto alla pandemia e al rincaro delle materie prime a causa della guerra che non facilitano la vita chi lavora sul Lido. È per questo che moltissimi operatori hanno di concerto deciso di alzare i prezzi, lamentando l'assenza di una politica d'immagine che invogli a frequentare la zona. Per alcuni la soluzione per una città che sia sempre più appetibile per gli avventori, e quindi per i possibili clienti, è a portata di mano: «Basterebbe un intervento ogni 15 giorni anche d'inverno perché ci sia più ordine durante il resto dell'anno. Per dirne una: la pulizia della spiaggia. La gente non vive il mare anche perché il litorale è sporco, nonostante ci siano giornate in cui fa caldo e si può passeggiare a piedi nudi. Certi nidi si costruiscono ramo per ramo». La mancanza sembrerebbe essere quella di una visione a lungo termine, che passi per operazioni che non siano solo volte a ottenere risultati immediati, che non si fondino sul qui e ora e che permettano a un'area ricca e bella come quella del Lido di poter sbocciare definitivamente e non di accontentarsi di essere quel fiore che, stretto in un vaso sul camino, appassisce dopo pochi giorni.

Interpellata a riguardo, l'Assessore al Turismo e alle Attività Produttive Simona Lepori, si dice ottimista circa un possibile nuovo ruolo di Latina quale città turistica: «Dobbiamo lavorarci ancora molto perché abbiamo bisogno di trovare la formula giusta, ma il Comune si sta muovendo in questa direzione: abbiamo dato vita all'associazione di soggetti pubblici e privati "Latium Experience" per la promozione del territorio, e per la quale abbiamo chiesto e ottenuto un contributo regionale di 250mila euro. Inoltre stiamo arrivando alla destagionalizzazione: molti cittadini vivono il mare anche d'inverno, forse perché la pista ciclabile ci ha avvicinati, mostrandoci che il mare non è poi così lontano; il nostro mare è sempre stato frequentato e ci sono i presupposti per continuare in questo senso».
Quanto alla chiusura della strada per manifestazioni sportive, la Lepori chiosa: «L'evento sportivo è un volano dell'economia. Cosa cambierebbe nel saperlo in anticipo? Anche una maratona va accolta con entusiasmo: porta nella nostra città persone che poi consumano o tornano in vacanza. Bisogna iniziare a vedere le cose con occhi diversi».

Ma se alcuni pensano serva una politica di riqualificazione costante, anche nei mesi con minore affluenza, altri vedono la chiave di volta nel totale cambio di considerazione delle opportunità come località di mare della città: «Latina è una città del weekend, dove il cliente non viene al mare dal lunedì al venerdì; per crescere deve diventare città turistica - sostiene una commerciante di Rio Martino, area ancora più trascurata, tra il porto canale colmo di sabbia e la pista ciclabile che si interrompe a metà strada con Borgo Grappa - Città turistica vuol dire mettere in moto un motore: chi lo fa? Non si tratta di questa Amministrazione, né di quella precedente o di quella prima ancora, perché la situazione è sempre rimasta uguale negli anni, e continuando così ho paura non cambi nulla. Latina ha le carte in regola per poter diventare un luogo attrattivo dal punto di vista turistico, e noi lavoratori facciamo quello che possiamo, ma a mancare è la mentalità. Sono sconfortata e penso che finiremo per morire senza aver visto nulla».