A distanza di otto mesi dalla partenza della nuova consiliatura Coletta se c'è un settore che appare completamente fermo e che già scontava ritardi quasi decennali evocando fantasmi vecchi e nuovi è senz'altro l'urbanistica, materia che dovrebbe dare forma urbana, sociale, edilizia e culturale ad una città e che a Latina ha invece rappresentato l'involucro di passaggi macchinosi, poco chiari finendo invischiata in inchieste, in un commissariamento e in un periodo successivo di totale stallo. Nella prima consiliatura si sono succeduti annunci, dichiarazioni di lavoro sui Ppe da riavviare, una delibera di indirizzo votata in consiglio nel 2018 che non ha prodotto nulla e un ufficio di piano reduce da una magra figura nell'ultima commissione sul piano del commercio. Troppo poco per quanto era stato promesso sia nella prima consiliatura targata Lbc sia nella seconda con il sostegno delle forze della maggioranza di programma, compreso quel Partito Democratico tanto pungolante in regione sulla materia urbanistica in questi anni quanto dormiente sul fronte amministrativo comunale. Non si è visto finora l'apporto dei dem su questo tema considerato uno di quelli su cui più si doveva incidere con il consigliere regionale Enrico Forte che ha più volte suggerito la strada maestra per la revisione dei Ppe.

Dall'ex assessore Franco Castaldo al nuovo Remigio Coco le cose non sono cambiate e sussulti di vitalità non sono stati registrati pur volendo fornire l'attenuante del tempi tecnici di ambientamento, necessariamente da limitare nella situazione critica in cui versa la città. Il ramo più asfittico sembra essere quello della pianificazione, nonostante un ufficio di piano che elargisce incarichi. Uno di questi era stato dato a pochi mesi dalle elezioni amministrative, quasi un anno fa, per rafforzare l'ufficio di piano con l'incarico previsto dalla determina 491 del servizio firmata dalla dirigente all'urbanistica Eleonora Daga. L'atto prevedeva l'affidamento di un incarico professionale di supporto al rup amministrativo-giuridico per le attività dell'ufficio di piano, con particolare riguardo alla ripianificazione dei piani annullati. Già il termine "ripianificazione" faceva capire il livello di questa operazione giunta come l'ultimo estremo salvagente a mettere ordine in una materia rimasta intoccabile e inevasa in questi anni.