Dalla rete idrica di Latina si perde circa il 45% dell'acqua. È il dato più interessante emerso ieri mattina durante la commissione Trasparenza che ha avuto come relatori principali l'ingegner Umberto Bernola della segreteria tecnica dell'Ato 4 e l'ingegner Ennio Cima di Acqualatina. L'idea di affrontare l'argomento è stata del presidente della commissione Andrea Chiarato che ha così voluto fare un punto della situazione rispetto a uno dei settori più delicati dei servizi pubblici.

Bernola si è detto molto contento della convocazione e ha ringraziato Chiarato e ci ha tenuto a precisare che per la prima volta nella storia in un Comune della Provincia di Latina è stato invitato in una commissione l'ATO4, un modello di trasparenza da prendere come esempio e che proporrà in tutti gli altri Comuni. Per Acqualatina era invece presente l'ingegner Ennio Cima e la sua relazione è stata quella chiave della riunione.

Cima ha relazionato sul punto all'ordine del giorno rendendo edotta la commissione di una serie di dati evidenziando che è necessario fare una distinzione tra dispersione idrica vera e propria dovuta alle perdite delle tubazioni ormai obsolete che nel Comune di Latina risulta oscillare tra il 45% ed il 47% e quella amministrativa che si aggira intorno al 20%.

Per quanto riguarda la dispersione amministrativa, si tratta di perdite di fatturato, dovute a utenze abusive o a consumi non fatturati correttamente perché riferiti a letture stimate, in tutti i casi in cui non viene consentito l'accesso al contatore. Resta quindi essenziale consentire l'accesso ai contatori e regolarizzare le utenze abusive.

Per quanto riguarda le perdite idriche delle tubazioni, su Latina sono già previsti interventi. Un intervento di 10 milioni di euro finanziato dal Ministero della Transizione ecologica: a fronte di una rete cittadina di 400 km, questo importo consente di intervenire solo su 12 km, quindi 3% della rete cittadina. Il gestore ha dunque operato un'attenta analisi preventiva sugli interventi a maggiore ritorno dell'investimento che ha portato ad individuare esattamente i tratti su cui intervenire con priorità, in grado di portare, questo prevede il piano, il recupero di circa il 10% delle perdite, arrivando quindi (la percentuale attuale è di circa il 45%), a circa il 35% (recupero del 10% intervenendo sul 3% della rete). Questi lavori sono previsti a partire dall'ottobre di quest'anno. Un altro intervento per un importo di 12 milioni provenienti dal Pnrr, sarà la sostituzione della condotta che va dalle sorgenti Sardellane fino all'Appia, del diametro 800 con una nuova condotta del diametro 1000. Altro intervento previsto grazie ad un finanziamento della protezione civile è l'installazione di un impianto di dearsenizzazione per ridurre il valore dell'arsenico alla centrale di Sardellane e consentire in tal modo di accrescere la disponibilità di acqua potabile a disposizione della comunità.

Sulla questione delle morosità, alla richiesta del Consigliere Scalco su un possibile condono per gli abusivi come successo in passato, l'ingegner Bernola ha ricordato che è l'ATO ad imporre all'Ente gestore le soluzioni per gli abusivi, comunque una minoranza, è quindi più opportuno parlare di regolamentazione di utenze piuttosto che di condono.