Ci sono voluti oltre 30 anni e due diversi iter amministrativi, prima che i lavori di caratterizzazione preliminari alla bonifica di Sassi Rossi potessero avere inizio. Ieri mattina però i mezzi della ditta incaricata e selezionata tramite avviso pubblico nei mesi scorsi, hanno raggiunto il sito inquinato, posto a metà tra i quartieri Campoleone e Casalazzara e iniziato gli interventi di scavo presso il terreno, classificato dalla Regione Lazio ad altissima priorità già dal 2002, quindi facente parte di quelle aree per le quali gli interventi di caratterizzazione e bonifica non erano solo raccomandati ma assolutamente indispensabili. Così non è stato, malgrado fosse nota dalla fine degli anni '80 la presenza di fusti contenenti sostanze nocive ed altri inquinanti sepolti in quei terreni privati, un ritardo frutto anche di gravi errori negli iter posti in essere dall'ente - basti pensare al finanziamento di oltre 600 mila euro erogato dalla Regione Lazio nel 2008 e sfumato perché l'amministrazione, commettendo errori procedurali, è rimasta impantanato nei ricorsi dei privati. Ente che fino al 2018 sulla questione non ha mai dato l'idea di voler premere il tasto dell'acceleratore, mentre a partire dal 2021 dopo una conferenza dei servizi lampo e un ricorso al Tar da parte dell'attuale proprietario del terreno schivato in tempi da record, l'iter è stato portato a termine con successo, condotto dagli uffici comunali sotto l'egida dell'ex assessore all'ambiente Monica Laurenzi. Rimossa dall'incarico per volontà del sindaco verso la fine di dicembre del 2021, l'ex delegata ha fatto appena in tempo ad assistere personalmente all'avvio delle attività preliminari alla caratterizzazione, che ha avuto inizio nella giornata di ieri. «L'intervento di caratterizzazione di Sassi Rossi - spiega oggi Monica Laurenzi - è il mio ultimo atto amministrativo, prima della revoca dell'incarico, perché poche ore prima che venisse firmato il decreto che mi rimuoveva dall'incarico, seguivo di persona gli interventi di pulizia del sito per prepararlo alla caratterizzazione ora in corso. La felicità derivante dalla prosecuzione di un intervento tanto importante per il nostro territorio, perché permetterà di conoscere la natura di quei terreni per poter un domani procedere alla bonifica, lascia però spazio all'amarezza. Un retrogusto amaro dettato dalla consapevolezza che si trattava di un traguardo a portata di mano, ma che fino ad oggi chi ha amministrato questa città non aveva raggiunto. Una tutela che il territorio avrebbe potuto avere da anni, mentre così non è stato, basti pensare ai vincoli ancora assenti, ma necessari per garantire una tutela concreta alla nostra città. Un pensiero questo che anche se in parte, offusca la gioia che deriva dalla consapevolezza di aver portato a conclusione un iter di fondamentale importanza per la tutela ambientale».