Nella discussione in corso sulla scelta del sito idoneo ad ospitare un impianto di discarica per i rifiuti residui del trattamento meccanico biologico della provincia di Latina si inserisce anche l'amministratore unico della Paguro, l'azienda di Aprilia riconducibile a Rida Ambiente e titolare di un'area da bonificare in località La Gogna per la quale aveva chiesto l'utilizzo come discarica.

Rossana Fava, questo il nome dell'amministratore della Paguro, ha scritto al Presidente di via Costa, Gerardo Stefanelli, invitandolo, nel caso dovesse aderire alla diffida della Regione Lazio per la scelta del sito della discarica, a tener conto della proposta della Paguro.
«Benché convinti che la pubblica amministrazione debba agire esclusivamente nell'interesse generale - scrive Rossana Fava - abbiamo rinunciato a comprendere certe logiche dell'agire amministrativo, ma non possiamo rinunciare ad invitarLa a una ulteriore riflessione sull'ipotesi di prendere in considerazione, tra le altre, anche il sito della Paguro, atteso lo stato avanzato del procedimento e il fatto che sarebbe certamente possibile per la Provincia convocare un tavolo tecnico con la Regione per discutere delle criticità individuate in conferenza dei servizi sul sito di La Gogna, perché si tratta di criticità superabili». Sul sito della Paguro pendono due ricorsi al Tar contro l'esito della conferenza dei servizi che si era chiusa con il diniego verso l'adozione del progetto di bonifica dell'area e di realizzazione della discarica, malgrado 11 pareri favorevoli e 6 contrari.

«Ora il Commissario straordinario nominato dalla Regione, che ha affermato che in provincia di Latina non ci sono siti idonei al 100%, ha comunque individuato tre soluzioni praticabili, ma i sindaci interessati hanno precisato che si tratta di siti non idonei per ospitare discariche - scrive ancora l'amministratore della Paguro - Almeno due su tre di quei siti non dovevano essere nemmeno presi in considerazione, e dunque non si comprende la ragione per cui il sito di La Gogna non sia stato considerato, visto che l'area è inquinata ed è da bonificare, circostanza che costituisce requisito preferenziale per l'ipotesi di realizzare una discarica. E non ultimo - aggiunge Rossana Fava - l'iter di Paguro per la discarica in via Savuto è già in stato molto avanzato, mentre per gli altri tre siti proposti dal Commissario resta ancora tutto da fare».

Si tratta di osservazioni pertinenti ma che andrebbero esaminate alla luce di alcune questioni preliminari: si è convinti che sia urgente avere a disposizione dei comuni pontini una discarica per i residui del Tmb? Si è convinti che tra i requisiti necessari per l'individuazione del sito più idoneo debbano essere considerati anche gli aspetti logistici legati al trasporto dei rifiuti e alle distanze da percorrere? Si è convinti che un solo impianto di Tmb e una sola discarica forse non possono bastare per la chiusura del ciclo provinciale dei rifiuti e che certamente un solo impianto ad Aprilia penalizza i comuni del sud della provincia costringendoli ad arrivare fino al capo opposto del territorio? Cosa ci sta a fare l'area industriale di Mazzocchio al centro del territorio provinciale?